Già da oggi l'attaccante potrebbe andare all'Udinese: ormai l'avventura rossoblù è finita Muzzi, siamo ai saluti Carrus e Bernardi: «Non saremo meteore»


CAGLIARI. Non ci sono solo Muzzi, O'Neill e Mboma a tenere banco nel Cagliari in questi giorni. Con Suazo, Mayele e Modesto anche i giovani italiani contano di ritagliarsi uno spazio importante nella squadra di Tabarez. Intanto con l'arrivo del diesse Luciano Serra al Forte Crest, ogni momento è buono per il trasferimento del bomber di Morena ormai giunto ai saluti finali a Cagliari. Quelli di Davide Carrus e Bernardo Corradi sono due nomi che ancora non catturano la fantasia dei tifosi, ma è opinione generale presso gli operatori di mercato che possano rappresentare due piacevoli sorprese del prossimo campionato. Il più esperto dei due, anche per questioni anagrafiche è Corradi, classe 1976, un giocatore che è sembrato notevolmente irrobustito rispetto a due anni fa, quando per una sequela impressionante di infortuni dei titolari fu l'unico attaccante sempre presente nel precampionato. «Da allora sono passate due esperienze che ritengo molto importanti per la mia formazione: il campionato in C1 a Montevarchi e quello in B appena concluso con l'Andria, dove ho segnato 7 reti più 1 in coppa». Il giocatore senese, che prima di partire fece a tempo a giocare due spezzoni di gara in B in rossoblù, racconta l'esperienza un po' particolare vissuta in Puglia, in uno dei campi più caldi del meridione: «Andria è un posto in cui l'affetto dei tifosi è soffocante _ ha detto Corradi _ pensate che regolarmente ogni martedì e mercoledì agli allenamenti dovevamo essere scortati dalla polizia. In campionato le cose sono andate bene da un punto di vista personale, ma la retrocessione grida ancora vendetta. Purtroppo la squadra ha avuto la sua definitiva fisionomia solo dopo l'arrivo del mister Rumignani e di qualche rinforzo, ma nel frattempo avevamo perso troppo terreno e alla fine abbiamo pagato la lunga rincorsa. Non ci è bastato aver conquistato un numero incredibile di punti nel girone di ritorno». Torna a Cagliari con un obiettivo ben preciso: «Non so se dovrò stare alle spalle di Mboma anche se è probabile. Cercherò di rubargli tutti i segreti. Mi sembra in questi anni di aver dimostrato di poter fare bene in C e in B, ora arrivo in A pronto a giocarmi le mie chances». Davide Carrus, classe 1979, a livello giovanile vanta un pedigree superiore al compagno avendo giocato per anni nelle nazionali under 17 e under 18 di Francesco Rocca. «Tra i compagni più illustri mi piace ricordare Pirlo, il leccese Ferrari tornato all'Inter, il bresciano Bonazzoli e l'atalantino Regonesi, nonchè l'altro rossoblù Lantieri (che a giorni dovrebbe trovare sistemazione in C1 dopo l'esperienza a Marsala ndr)». Carrus fece a tempo a debuttare in B contro il Venezia due anni fa prima di giocare un campionato da titolare a Modena in C1 con 31 peresenze e 2 gol. «La differenza tra i campionati giovanili e quelli professionistici? E' una questione di testa. Rispetto alla Primavera cambia molto l'aspetto mentale. Lì se perdevi avevi una settimana per rifarti, in C1 la tensione era continua e poi a Modena i tifosi sono molto esigenti. Siamo partiti per salire in B ma ci siamo fermati alle semifinali dei play off. Per quanto mi riguarda ho giocato in tutti i ruoli del centrocampo maturando un'esperienza che mi tornerà senz'altro utile». Di Tabarez ha solo sentito parlare: «Ero negli allievi nazionali quando lui guidava la prima squadra e spesso ci giocavo contro il giovedì». Nanni Boi