IL SEQUESTRO MORO Era Igor Markevitch il direttore dell'orchestra Br?


ROMA. A 21 anni dal delitto Moro, e mentre il paese è di nuovo scosso dai fantasmi del terrorismo, da una nota dei Ros spunta il nome dell'«anfitrione» che durante i 55 giorni del sequestro dello statista Dc avrebbe ospitato, in una villa tra Fiesole e Firenze, la direzione strategica delle Brigate Rosse. Si tratta di Igor Markevitch, compositore russo e direttore d'orchestra di fama mondiale. A fare il nome di Markevitch, morto nel 1983 all'età di 71 anni, è stato un testimone ascoltato dai Ros di Brescia nel quadro delle indagini sull'eversione nera nel Nord est e sulla strage di piazza della Loggia. L'informativa, recentissima, è stata trasmessa d'urgenza alla procura di Roma dove, in attesa degli atti, la traccia viene ritenuta «ragionevole». Francesco Cossiga e Giulio Andreotti dicono di non averelo «mai sentito nominare». L'identità di Markevitch, nato a Kiev, ma naturalizzato italiano, non è invece sconosciuta agli inquirenti romani che ancora indagano sui tanti misteri del caso Moro e che, forse, stanno per mettere a posto altri tasselli mancanti del mosaico. Tasselli, come ha detto ieri il presidente della commissione stragi Giovanni Pellegrino, che «oggi potrebbero finalmente consentirci di decifrare molti messaggi». Del musicista ucraino si parlava infatti già in un'informativa del Sismi passata, nel 1980, alla commissione parlamentare d'inchiesta su Moro. «Il 14 ottobre 78 _ vi si legge _ fonte di questo servizio segnalava che un certo Igor, della famiglia dei Duchi Caetani, avrebbe avuto un ruolo di primo piano nell'organizzazione delle Br e che, in particolare, avrebbe condotto tutti gli interrogatori di Moro, della cui esecuzione sarebbero stati autori materiali tali `Anna' e `Franco'». Igor Markevitch, in effetti, era spostato in seconde nozze con la duchessa romana Topazia Caetani, residente proprio in via Caetani, la via, nel cuore del ghetto ebraico, dove i brigatisti parcheggiarono la R4 con il cadavere di Moro: una zona dove le Br avrebbero avuto più di un covo. Anche la Duchessa, però, è deceduta nel 1991. «Sono accuse infamanti, insopportabili e di una superficialità incredibile», ha detto ieri il figlio Oleg Caetani parlando di «una nuova bufala delle Br». Una «bufala» la considerano anche gli ex brigatisti che parteciparono al sequestro Moro, a cominciare da Germano Maccari, alias l'ingegner Altobelli: Maccari è l'ultimo degli arrestati, il quarto uomo del covo di via Montalcini; è colui che _ dopo l'esecuzione della condanna a morte compiuta da Mario Moretti _ avrebbe guidato la R4 fino a via Caetani e che, per le rivelazioni rese nel 93 dai dissociati Morucci e Faranda, si è ritrovato condannato a trent'anni. «Ma questi terroristi _ ha detto ieri il figlio dello statista Dc, Giovanni Moro _ non hanno mai detto tutto quel che sapevano». Certo è che la mancata scoperta del quartier generale delle Br a Firenze è uno dei buchi neri dell'inchiesta sul delitto. A quella base faceva riferimento Moretti; là risiedeva in permanenza il comitato esecutivo brigatista collegato via radio col covo romano di via Gradoli; là Moretti portò le trascrizioni degli interrogatori di Moro ritrovate in parte a via Montenevoso; e là, probabilmente, c'era la macchina da scrivere Ibm a testina rotante che scrisse i 9 comunicati del sequestro.

Renata Mambelli