21 maggio 1999 —
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sezione: Spettacolo
Un ex presidente del consiglio infuga, un altro _ e tra i pi? autorevoli_ sotto processo per omicidioe per crimini di mafia. Quale chesia l'opinione personale su Tangentopolinon c'? dubbio che i primianni Novanta sono stati, per l'Italia,una sorta di rivoluzione. Dicui, per? non rimane traccia, oquasi, nell'immaginario collettivo.Al suo posto, paradossalmente,c'? l'Italia della fiction di grandissimosuccesso ?Commesse?, asetticae fotoromanzesca, segno di undistacco quasi incolmabile dallarelt? del presente, pacificamenteaccettato, tuttavia, anche dal pubblico. Dal 1990, anno de ?Il portaborse?,sorta di profetico innodi rivolta contro il malaffaree la degradazione del mondopolitico, nulla pi? si ? mossosu quel terreno. E dire chenon ? certo mancato il materiale,sufficiente a costruireanche interessanti ?serial?polizieschi. Ora arriva nelle sale ?Onorevolidetenuti? di GiancarloPlanta, un film al quale il registacagliaritano pensa dal1994: ? la storia di un uomopolitico che finisce in prigioneper aver preso delle tangenti,in accordo con altricomplici locali, in una grandelottizzazione in riva al mare,sulla costa di Arbus, nel suddella Sardegna. Non ? un?istant-movie?, e neanche ilclassico ?docudrama? soprail quale si ? basata la fortunadel cinema politico italianodegli anni Settanta, e di cuiDamiano Damiani _ presentenel film in un bel ?cammeo?,nella parte del cappellanodel carcere _ fu un buonrappresentante. Anzi, per certiversi, il limite del film ? ditipo sociologico: arriva in ritardo,quando _ come dice labrava Maddalena Crippa, nelfilm avvocato difensore dell'onorevoleMassimo De Longhi_ la gente si ? stufata, i giornalinon ne parlano pi?, i processisono diventati lunghi espesso inconcludenti. Sicch?,mentre purtroppo la vicendacentrale film rischia di passareper un frammento di storiaitaliana (con quei lunghiinterrogatori in cui si confrontanodue bravi attori comeMassimo De Francovich eFranco Castellano, l'uno detenutoin attesa di giudizio, l'altropubblico ministero) cancellatoda altre emergenze, ilfilm si anima in virt? di diversiapporti narrativi. In primoluogo la vita nel carcere, che? una sorta di percorso in parallelo,una nuova iniziazioneesistenziale _ dolorosissima_ per il protagonista cheha vissuto in una bella villa eha avuto a disposizione ognicomodit?. In secondo luogol'intreccio poliziesco, con l'amantedel politico che finisceuccisa (o suicida?) e con la valigettadei soldi scomparsa.Non sempre i tre filoni s'intreccianobene e talvolta siha l'impressione che l'ampiomateriale della sceneggiaturasia un po' sfuggito di mano alregista. Per dirla in breve,mentre l'ambiguit? della tramapoliziesca sconfina nell'incomprensione,la vita carcerariaappare ricostruita conuna durezza ed un realismoche evocano il film di Loy?Detenuto in attesa di giudizio?,ed ha il merito di presentarepersonaggi credibili eben delineati: il ?pappone?buono di Gianni Cavina e l'arabotossicomane di Said Taghmaoui.Oltre a questo, il registaha una buona mano e,sia l'esordio, con l'irruzionequasi kafkiana nella villa dell'uomopolitico, sia il finale,con il suo ritorno nel mondodei ?normali?, in una metropolitanadove viene riconsciutoe salutato da un ex compagnodi cella, sono dei buonissimimomenti di cinema. Quanto alla Sardegna, piccoloe marginale sfondo diuna tragedia nazionale cheha avuto pochi reali aggancigiudiziari con la politica locale,mostra anch'essa il suovolso ambiguo di terra bellissimama sulla strada del degrado.E Planta ? bravissimoa distillare veleno sulla retoricaabusata della purezza isolana.Su una canzone di MariaCarta si apre il viaggio in elicotteroverso le dune di Ingurtosue mentre il protagonistaosserva che ci sono i vincolidi legge che impediscono lelottizzazioni selvagge, il suoaccompagnatore osserva chein Sardegna il proibito ? unbuon incentivo per darsi dafare. Quindi, nella scena dell'arrivodei faccendieri nel bell'hotelsulla spiaggia, il gruppofolcloristico che accoglie ivisitatori sembra quasi unacaricatura necessaria all'immaginepubblica, ma del tuttomarginale nell'era degli affarie della corruzione.O ONOREVOLI DETENUTI di GiancarloPlanta, con Massimo DeFrancovich, Franco Castellano,Maddalena Crippa, Chiara Muti.(Italia 1999).Al cinema Quattro Colonne diSassari.di Gianni Olla