Samp, la retrocessione più amara I blucerchiati si arrendono a Bologna con un rigore al 94'


BOLOGNA SAMPDORIA 2 2 BOLOGNA (3-5-2): Antonioli 6,5, Rinaldi 6, Paganin 5,5 (1'st Lucic 6), Mangone 6, Cappioli 6 (23'st Simutenkov 6), Eriberto 5 (11'st Binotto 5,5), Ingesson 7, Marocchi 6, Bettarini 6, Andersson 5,5, Signori 5. (22 Brunner, 7 Nervo, 9 Kolyvanov, 14 Sanchez). All. Mazzone 6,5. SAMPDORIA (3-4-1-2): Ferron 7, Sakic 6, Franceschetti 6, Lassissi 7, Balleri 6, Doriva 6, Pecchia 6, Laigle 6 (36'st Castellini sv), Ortega 6,5 (21'st Vergassola 6), Montella 7,5, Palmieri 7. (22 Ambrosio, 5 Mannini, 15 Hugo, 14 Iacopino, 18 Sgrò). All. Spalletti 6,5. ARBITRO: Trentalange di Torino 6. RETI: pt 5' Montella, 27' Ingesson, 38' Montella; st 48' Ingesson (rig). NOTE: ammoniti Pecchia, Signori e Doriva. BOLOGNA. La Sampdoria torna in serie B dopo 17 anni, il Bologna va allo spareggio con l'Inter per l'ultimo posto disponibile in Coppa Uefa. Rossoblù in festa, blucerchiati nella polvere, mentre sugli spalti del Dall'Ara si leva il fumo acre dei lacrimogeni per sedare un inizio di rivolta. Al centro della protesta c'è il discutibile rigore deciso da Trentalange al 47'st, a metà dei 4' di recupero concessi in una partita tranquilla e controllata piuttosto agevolmente dalla Samp: col 2-1, a una manciata di secondi dalla fine, c'era ancora la speranza di uno spareggio con il Perugia per giocarsi la permanenza nella massima divisione. E invece no: l'arbitro di Torino vede gli estremi del fallo di rigore nell'intervento, braccio contro braccio, di Sakic su Simutenkov, appena entrato, che forse accentua la caduta. Dubbio il fallo, scelta non scandalosa. Comunque al Dall'Ara si consuma il terzo dramma stagionale della Samp, eliminata dal Bologna all'Intertoto, superata anche in Coppa Italia e ora mandata in serie B. Fama da bestia nera, insomma, confermata dalla precedente retrocessione in serie B della Samp. Era il 15 maggio '77 quando una sconfitta a Bologna alla penultima partita aprì le porte della serie B. Cinque anni di purgatorio prima della nuova serie A nell'82. Per Luciano Spalletti è la fine delle speranze, per Mazzone è l'addio a una città che lo ha amato e che ha salutato la sua 100a panchina in rossoblù. Ci sarà ancora una volta, per lui, sotto la Torre di Maratona: tra il 27 e il 30 maggio, quando con l'Inter ci sarà lo spareggio Uefa. Missione compiuta per Mazzone. Basterebbe la faccia di Luciano Spalletti per raccontare il momento nero della Sampdoria. Invece arrivano anche la parole, senza che nessun cronista abbia il bisogno di rivolgere domande al giovane allenatore blucerchiato, richiamato da Enrico Mantovani dopo l'assurda parentesi di David Platt. «E' sicuramente il momento più difficile della mia breve carriera _ ha detto il tecnico con gli occhi persi nel vuoto _. Un'amarezza e un dispiacere che non riesco ad abbinare a niente. Se non alla perdita dei genitori. Nello spogliatoio c'è solo rabbia _ ha concluso l'allenatore, che dal gran professionista qual è, ha accettato di mostrare la sua faccia al flagello delle telecamere _. Anche se avrei qualcosa da dire sul rigore del pareggio». Suoni di clacson, fischi, cori e urla di gioia: i tifosi rossoblù hanno abbandonato lo stadio Ferraris e hanno raggiunto il centro di Genova per festeggiare la retrocessione della Sampdoria in serie B. Amareggiato, invece, il sindaco di Genova, Giuseppe Pericu: «E' un profondo dispiacere, tenendo conto dei successi ottenuti dalla squadra negli ultimi anni. Spero che la squadra possa giocare un bel campionato ritornando presto in serie A, magari insieme al Genoa».