Il Piacenza «tocca» la salvezza, il Parma va in Champions League


PARMA PIACENZA 0 1 PARMA (3-4-1-2): Buffon 6, Thuram 6,5, Sensini 5,5 (36' st Asprilla sv), Cannavaro 6, Fuser 5,5, D.Baggio 5,5, Boghossian 6, Vanoli 6, Veron 6 (32' st Fiore sv), Crespo 5,5, Chiesa 5,5. (28 Micillo, 14 Mussi, 4 Sartor, 5 Apolloni). All. Malesani 5,5. PIACENZA (1-3-4-2): Fiori 6, Lucarelli 6,5, Polonia 6, Vierchowod 6,5, Delli Carri 6, Buso 6 (45' st Sacchetti sv), Mazzola 6,5, Statuto 6, Manighetti 6, S.Inzaghi 6,5 (35' st Dionigi sv), Piovani 6,5 (18' st Stroppa sv). (22 Marcon, 16 Caini, 2 Lamacchi, 19 Rizzitelli). All. Materazzi 6,5. ARBITRO: Ceccarini di Livorno 5. RETI: 30' pt Inzaghi. NOTE: ammoniti Veron, Chiesa, Polonia Manighetti e Statuto.PARMA. Il Parma non paga dazio alla sua settimana di gloria in quanto, pur perdendo in casa con il Piacenza, ottiene la matematica certezza della qualificazione alla Champions League grazie alla sconfitta dell'Udinese. I "cugini" biancorossi, invece, pur compiendo un decisivo balzo in avanti, non possono dirsi matematicamente salvi. Il cerimoniale gialloblù prevedeva la passerella dei giocatori e dell'allenatore con Coppa Italia e Coppa Uefa solo al termine del match, per volere di Malesani, che temeva un eccessivo calo di concentrazione. Così è stato, ma la mossa non è comunque servita più di tanto: il Parma, infatti, schierato nella stessa formazione di Mosca, non è riuscito a gettare in campo quella determinazione e intensità che hanno invece animato la squadra di Materazzi. Con le rigide marcature a uomo di Vierchowod su Crespo, Polonia su Chiesa e Delli Carri su Veron, il Piacenza ha poi rinforzato il centrocampo grazie alla posizione spesso arretrata di Piovani, lasciando il solo Inzaghi in attacco. Proprio Simone Inzaghi, che al 12' aveva fatto le prove generali trovando il corpo di Buffon dopo aver girato un bel cross in corsa di Piovani, è sfuggito a Sensini alla mezzora battendo il portiere del Parma. Al di là di qualche mischia in area, il Parma non è riuscito a produrre alcun pericolo. Non capita spesso di perdere in casa e poter festeggiare ugualmente. «Dobbiamo ringraziare il Perugia che, battendo l'Udinese, ci ha dato la certezza della Champions League _ ha ammesso onestamente il presidente del Parma Stefano Tanzi, presentandosi in sala stampa insieme al tecnico Malesani e al direttore generale Uva _. Dire che siamo soddisfatti è limitativo, è stato l'anno più bello del Parma, nel corso del quale abbiamo centrato tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissi: vittorie in Coppa Italia e Coppa Uefa, accesso alla Champions League. Lo scudetto? Il nostro obiettivo era lottare per il titolo». Inevitabilmente l'attenzione si sposta sul mercato: più Tanzi garantisce che non venderà nessuno, più s'infittiscono le voci di cessioni `eccellenti'. «E infatti non rispondo più _ ha replicato Tanzi _, vi invito solo a vedere il Parma dell'anno prossimo, poi giudicherete». Malesani conferma il 10 come voto alla stagione e ammette che «perdere non fa mai piacere ma le scusanti c'erano: la squadra non rispondeva fisicamente, la nostra unica reazione al gol del Piacenza è stata di tipo nervoso, ma dopo il trionfo di Mosca era inevitabile. Comunque ho visto i parmigiani felici: aspettavano solo di vedere i giocatori fare il giro di campo con le Coppe. Come rendimento globale credo che quello del Parma di quest'anno sia stato il migliore». Sull'altro fronte, l'allenatore Materazzi è soddisfatto, anche se a un certo punto del match credeva che questa vittoria avrebbe significato la salvezza matematica: «E' un pò paradossale arrivare a 40 punti e non essere salvi».