Michael Jackson condannato per aver copiato il brano «I cigni di Balaka» da Carrisi Il pretore dà ragione ad Al Bano Adesso il cantante italiano chiederà il risarcimento


ROMA. Michael Jackson è stato condannato a una multa di quattro milioni di lire al termine del processo per plagio intentatogli dal cantautore italiano Al Bano. La sentenza è stata emessa dopo circa due ore di camera di consiglio dal pretore Mario Frigenti. Il cantante americano, al quale sono state riconosciute le attenuanti generiche, è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali, mentre è stata disposta la sospensione della pena e la non menzione. Il pretore ha respinto la richiesta del difensore di Al Bano di una provisionale e a disposto che la questione relativa al risarcimento danni sia esaminata dalle autorità competenti. Michael Jackson era accusato di aver "copiato" la canzone «I cigni di Balaka», parole del giornalista Willy Molco, musica di Albano Carrisi che l'ha anche prodotta nel 1987. Sei anni dopo il cantante di Cellino si rivolse alle autorità giudiziarie sostenendo che il brano «Will you be there» inserito nel 1990 dalla pop star nell'album «Dangerous», era una fedele riproduzione della sua «I cigni di Balaka». A sollecitare ad una multa a 4 milioni di lire (il reato di plagio prevede una pena fino ad un anno di reclusione o la multa fino a 10 milioni) era stato il pm Roberto Felici. Il rappresentante dell'accusa, in particolare aveva chiesto anche il riconoscimento delle attenuanti generiche in considerazione del comportamento tenuto da Jackson (il quale si presentò a un'udienza per fornire la propria versione dei fatti) e per il fatto di essere incensurato. Se i difensori di Al Bano, Gianni Massaro e Francesco Caroleo Grimaldi, avevano sollecitato un risarcimento di 5 miliardi di lire ed una provisionale di 500 milioni (richieste respinte dal pretore), i legali di Michael Jackson, Alberto Seganti e Lorenzo De Santis, avevano chiesto l' assoluzione spiegando che «la semplice somiglianza dei due brani, peraltro circoscritta ad una parte di essi, non comporta il reato di plagio». «Non solo _ avevano aggiunto _ non c'è alcuna prova che dimostri la conoscenza da parte di Jackson de "I cigni di balaka"; inoltre, i testimoni hanno riferito che la ideazione e composizione di "Will you be the there" avvenne durante 15 sessioni di prove in sala registrazione». Dopo la lettura del dispositivo l'avvocato Seganti ha annunciato che ricorrerà in appello ritenendo «che non ci sia alcuna prova del plagio». La sentenza è stata emessa a conclusione di un procedimento cominciato nel 1993 con la presentazione di un ricorso da parte di Al Bano. Il processo iniziò nel 1995. La vertenza tra Al Bano e Michael Jackson non si è esaurita. Oltre alla impugnazione annunciata da Seganti pende, davanti alle autorità giudiziarie di Milano un procedimento civile riguardante il risarcimento dei danni. «Un momento molto emozionante». Ha commentato Al Bano dopo la sentenza. Il cantante di Cellino S.Marco, accompagnato dal figlio Yari, trattiene a stento la sua soddisfazione. «Cosa posso dire? _ ha affermato _ mi piacerebbe fare un concerto insieme a Jackson, magari a Verona, per poi devolvere tutti i proventi ai bambini del Kosovo». «Mi auguro _ ha aggiunto riferendosi al procedimento di Milano e alla impugnazione da parte dei legali di Jackson _ che questa vicenda giudiziaria si chiuda al più presto». Al processo era presente anche una delegazione del fan club di Michael Jackson, che ha sede ad Ostia e conta oltre 200 iscritti. Hanno lasciato l'aula della pretura visibilmente insoddisfatti.