ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

Dalla Resistenza alla Liberazione, il ricordo in una Festa d'aprile


SASSARI. Il palcoscenico ?proiettato verso la platea, attorie oratore sono tra il pubblico,sul quale si allunganole ombre dei drappi srotolatidal sipario verso la galleria.Nel finale dello spettacolo?Festa grande d'aprile? la volont?di perpetuare gli idealidella Resistenza diventa esplicitae l'allestimento del testodi Franco Antonicelli curatoda Sante Maurizi raggiungeuno dei momenti di maggiorecoinvolgimento. C'? enfasi?Forse un po', ma il bello dellospettacolo sta proprio nell'effettodirompente che ha sullacoscienza storica di chi vuoleascoltare. L'operazione curatadalla compagnia teatraleLa botte e il cilindro e il Teatrod'Inverno di Alghero incollaborazione con l'IstitutoSardo per la Storia della Resistenzae l'Autonomia, obbligaa meditare non solo sui temidi quest'opera in particolare,ma sulla funzione del teatroin generale. ?Festa grande d'aprile? ? inquesto senso opera classica,che segue la concezione educatricedel teatro, e se Aristotelechiedeva alla tragedia austerit?,magnificenza e gravit?,quel sospetto di ?enfasi?diventa riconoscimento che iltesto di Antonicelli, una ?rappresentazionepopolare? sullastoria degli italiani dall'assassiniodi Matteotti alla Liberazione,? una tragedia coraledel Paese. Cos?, come le opere pi? belledel teatro classico propongonoinalterati i valori dellecomunit? civili, il testo scrittoper questa occasione daFranco Antonicelli stupisceper la sua attualit?. L'approfondimentosul perch? le perplessit?e le amarezze del dopo-Liberazionesiano ancoratanto cocenti ? materia dicomplessa riflessione politica,rispetto all'allestimento di?Festa grande d'aprile? delloscorso fine settimana al teatroIl Ferroviario ? invecesemplice attribuire l'attualit?dell'operazione alle innovazioniapportate all'originale.Tenuto saldo il significato celebrativodel testo, che a Sassarifu rappresentato nel lontano1965 per volere di AntonioPigliaru e del gruppo chegravitava intorno ad ?Ichnusa?,la lettura proposta daSante Maurizi ha puntato altaglio di alcuni quadri e all'inserimentodi una parte musicalela cui composizione ? stataefficacemente modellatasul testo da Mauro Cossiga. I tre musicisti in scena (lostesso Mauro Cossiga alla chitarrae voce, Nicolas Capettinial contrabbasso e AlessandroCarta al flauto, chitarra earmonica), cos? come gli attoriusati in funzione di coro,hanno perci? funzione di verie propri protagonisti, e recuperanoperci? sia la letturaoriginale di Antonicelli, cheimmagin? un congresso politicoa fare da sfondo ai quadri,sia una lettura di tipo classico,nella quale a corona deiquadri particolari c'? sempreil richiamo al dramma dellacollettivit?. Tanti i passi del testo di Antonicelliin cui poesia civile elirismo tessono le trame diuna riflessione tormentatasui valori e i fanatismi cheogni battaglia porta con s?,per tutti basti il quadro sulprocesso al comandante nazista,nel quale non ? stato difficileritrovare i richiami chehanno portato gli organizzatoria devolvere l'incasso deglispettacoli a favore dei profughidel Kosovo. Pi? che professionale ed efficacel'interpretazione di FabrizioAzara, Laura Calvia,Daniela Cossiga, ElisabettaDettori, Luca Dettori (ha spiccatonel ?collaboratore? moderato),Emiliano di Nolfo,Emma Gobbato, Antonio Luvinetti,Giancarlo Monticelli(come oratore ha trasmessotutte le inquietudini dell'autore),Giuseppe Salaris e VittorioSanna; di risalto, senza offuscareil rigore dell'opera,scene e luci di Toni Grandi,Antonio Casu, Virginia Melis,Laura Virglilio, AlessioLevanti e Paolo Palitta. - Cristina Nadotti

  • Articoli correlati - GIORNALI LOCALI GRUPPO ESPRESSO
  • Contenuto a pagamento

    Messaggero Veneto

    Senza Titolo

  • Contenuto a pagamento

    Messaggero Veneto

    Senza Titolo

  • Contenuto a pagamento

    Messaggero Veneto

    Senza Titolo

  • + Altri risultati