ARCHIVIO la Nuova Sardegna dal 1999

Telecom: lotte e proposte Ieri la protesta dei lavoratori per la difesa dell'occupazione


SASSARI. Ieri i dipendenti della Telecom si sono astenutidal lavoro per due ore (dalle 9,30 alle 11,30, i turnistihanno inccrociato le braccia nelle ultime due ore). L'adesioneallo sciopero ? stata massiccia come testimoniano irappresentanti sindacali della categoria. SASSARI. C'? grande preoccupazioneper il futuro dellaTelecom alla luce dei profondiprocessi di trasformazionee di cambiamento che stannointeressando il settore delletelecomunicazioni. Il piano industrialerecentemente approvatodal consiglio di amministrazionedella Telecom, prevedeuna politica di forte contenimentodei costi di gestione,e una riduzione complessivadel personale di circa 14milaunit? a fronte di 6 mila nuoveassunzioni. In questo contesto,la Sardegna (gi? penalizzatadalle precedenti riorganizzazioni)rischia ulterioriripercussioni negative siasul piano occupazionale chesulla qualit? dei servizi di telecomunicazione.Ripercussioniche avrebbero effettigravissimi vista la precaria situazionesche vive l'isola sottoil profilo economico-sociale.Ieri i dipendenti della Telecomsi sono astenuti dal lavoroper due ore. ?Una decisioneassunta per richiamarel'attenzione sulle problematichedel gruppo Telecom _ diceGavino Appeddu della Fistl-Cisl_. I lavoratori sonopreoccupati perch? c'? incertezzasul loro futuro, c'? pocachiarezza nel settore, e soprattuttonon si capisce comesi voglia gestirlo. La nostrasensazione ? che si voglia limitarenel territorio un servizioessenziale come la telefonia?.Nella conferenza stampache i sindacati confederalihanno tenuto ieri nel salonedella Cisl, per illustrare i motividello sciopero, sono statitoccati diversi aspetti del problema.?Le telecomunicazioni_ spiega Tore Carta dellaSlc-Cgil _ sono un settorestrategico per il paese. L'offertapubblica da parte della Olivettiper acquistare la Telecome la privatizzazione dellastessa, stanno facendo passarein secondo piano il ruolodei lavoratori e le prospettivedi sviluppo dell'azienda. Ilpiano industriale presentatonon prevede un rilancio, nonci sono tracce di prospettive.La nostra ? una battaglia nonsolo per difendere i lavoratori,ma per lo sviluppo. Perquesto rivendichiamo sul nostroterritorio lavorazioni dicarattere nazionale. E ricordiamociche per ammodernarele strutture di telecomunicazionenel territorio, l'Unioneeuropea prevede ingenti risorse?.Durissimo l'interventodi Leonardo Derosi dellaUilte-Uil. ?I due piani industriali(di Telecom e Olivetti,ndr) _ dice _ sono effimereoperazioni finanziarie che calpestanoi diritti dei lavoratori.Si parla solo di esuberi,ma non di investimenti. Equesto viene confermato dalfatto che tecnici sardi dellaTelecom sono andati nella penisolaa fare lavorazioni chepotevano essere fatte nell'isola.E non a caso la presenzadi addetti dal 1993 ad oggi si ?ridotta di circa 500 unit?. Credosia un segnale preciso?. Ilsindacato ha intenzione di rilanciarela proposta dellascuola di formazione nel territorio,per non correre il rischioche venga localizzata altrove.Invece deve restare unpunto fermo, irrinunciabile.La sensazione ? che la battagliasia solo all'inizio. (r.m.)