Raitre, il giornalista Raffaele Fichera racconta il magazine che va in onda il martedì «Finestre» aperte sull'attualità Tra i collaboratori del programma anche Alex Britti


ROMA. Raffaele Fichera, giornalista dal 1982, ha cominciato la sua carriera nella carta stampata collaborando con i quotidiani «Corriere dello Sport», «Giornale d'Italia» e altre testate fino all'approdo in Rai nel 1988. Ha condotto il Tg3 in tutte le fasce orarie per poi essere nominato caporedattore della cronaca. Ora, con la direzione di Ennio Chiodi, è responsabile degli speciali. Da qualche settimana conduce «Finestre», programma di attualità e approfondimento, il martedì alle 23,05 sulla terza rete Rai._ Perchè il titolo «Finestre»? «Abbiamo dato questo titolo a una trasmissione che cerca di aprire una serie di finestre su argomenti il più possibile diversi tra di loro. Finestre perchè ci ispiriamo alle vere finestre delle case che hanno due ruoli: affacciarsi per vedere una città, una piazza o come ci si comporta di fronte a un fatto, oppure stare per strada e inquadrare la finestra di una casa all'interno della quale si è sviluppata una situazione. Poi teniamo in considerazione un altro tipo di finestre: quelle dei mezzi di trasporto per poter raccontare un paese con realts diverse all'interno dello stesso ed è possibile farlo soltanto muovendosi, attraversandolo in tutta la sua lunghezza. Infine le finestre virtuali, quelle del mondo di Internet...non a caso il più grande sistema che gestisce il software dei computer è "Windows" che significa appunto "finestre"». _ A chi si rivolge questo programma? «Al contrario della altre trasmissioni di informazione abbiamo lasciato molto spazio ai filmati e poco allo studio. Anche il mio ruolo di conduttore è molto esile: entro solo per i raccordi e cerco di tenere uniti i vari argomenti, proprio perchè non si tratta di un programma monografico ma di un magazine. "Finestre" si rivolge a un pubblico diverso da quello delle fiction, a telespettari che, probabilmente, hanno lavorato fino a quell'ora e che forse hanno visto un tg di mezza sera e vogliono qualcosa di diverso e ai quali non si può proporre un talk show ogni sera». _ Che cosa ha di innovativo rispetto agli altri programmi? «Come primo impatto non c'è molto studio e l'approfondimento è curato da giornalisti del tg che si trovano a lavorare con maggiori tempi e possibilità rispetto ai servizi del telefionale. Se al tg basta la notizia, noi cerchiamo di andare oltre la notizia. Una delle novità è che vorremmo utilizzare delle persone più o meno famose in campi e su tematiche che non siano attinenti al loro lavoro: abbiamo chiesto a Alex Britti, che ha portato a Sanremo una canzone che parlava di un rapporto non basato solo sul sesso, di girare per i locali di Milano in cui si pratica un certo tipo di sessualità e di mostrarci delle testimonianze. Ci piacerebbe avere un personaggio come Julio Velasco. Spero che presto entri nella squadra Andrea Camilleri come opinionista che riesce ad arrivare dove la telecamera non può». _ Di quali temi vi occuperete? «Preparare con largo anticipo dei reportage non conviene...capita di dover cambiare necessariamente scaletta perchè comunque siamo giornalisti del tg e dobbiamo sempre tenere conto dell'attualità».di Marinella Saiu