Raitre, da lunedì alle ore 23 un nuovo programma di varietà ideato da Bruno Voglino «Gnu», in tivù a tutta comicità Una trasmissione che vuole lanciare nuovi talenti


ROMA. Gags, schetches, trovate, musica, monologhi. Tutto questo è «Gnu», un nuovo programma in onda da lunedì prossimo su Raitre alle 23. Ideato da Bruno Voglino, Carlo Aluffi, Maurizio Bianco, Giovanna Ciorciolini, Michele De Pirro, Eros Drusiani, Francesco Patierno e Emilio Pieraccioni (la regia è di Alessandro Baracci), «Gnu» è la prima realizzazione di un grande progetto, voluto dal direttore generale che intende lanciare nuovi talenti attraverso televisione e radio. Il cast sarà in parte fisso e in parte diverso ogni puntata. Tra i componenti fissi del cast: Dado Coletti, Lucio Gardin e Paola Bigatto. «Gnu _ spiega Bruno Voglino _ sarà una trasmissione comica con tutti giovani o debuttanti alla prima vera occasione per affermarsi». _ Perché avete deciso di chiamare il programma «Gnu»? «Gnu sta per: geniali, nuovi, unici. Sono le tre caratteristiche che volevamo trovare nei giovani selezionati. Li volevamo unici, perché abbiamo cercato scrupolosamente di evitare i cloni, nuovi perché non visti e geniali perché con questo programma vogliamo premiare la creatività e la capacità di sorprendere. Premesso questo, s'intitola "Gnu", perché abbiamo voluto giocare su un possibile equivoco fonetico. Dicendo "gnu" sembra di sentire "nuovo" in inglese». _ Dove sta andando la comicità? «Ho la sensazione che ci sia un ritorno al classicismo, al cabaret delle grande stagione degli anni '60-'70. I giovani comici, più che all'ultima generazione si rifanno ai vari Jannacci, Cochi e Renato, Villaggio. Come loro concentrano la propria attenzione sul costume, sui tic umani, sull'eterna debolezza dell'uomo. Una cosa pressocché abbandonata è la satira». _ Come spiega questa tendenza? «Il fatto è che si è afflosciata la passione politica e non ci sono grandi personaggi. E difficile fare satira, se non esistono figure senza definizioni contraddittorie. E per lo stesso motivo che tutti i giornali satirici hanno chiuso i battenti». _ Qual'è la regione più prolifica di nuovi talenti? «Sicuramente il Sud. Le cose più interessanti sono arrivate dalla Campania e dalla Puglia. Per il nord, invece, la più vivace è stata l'Emilia Romagna e Bologna in particolare». _ E la Toscana? «Non ha offerto niente di nuovo. Si è presentata gente estremamente mediocre, in confronto alla quale "Lucignolo" è un celebre attore shakespiriano». Come giudica l'attuale stagione televisiva? «Mi sembra un periodo molto piatto. I programmi si somigliano tutti. Non ci sono stimoli. E un momento favorevole alla fiction. Proprio grazie alla fiction la televisione ha saputo riabbracciare il suo pubblico. Si sono rinverditi i fasti del grande teleromanzo di lontana memoria, quando Alberto Lupo faceva innamorare l'Italia intera». _ Chiambretti e Fazio sono sue creature. Ma dei due chi la diverte di più? «Hanno due personalità sideralmente lontane l'una dall'altra. Eppoi in televisione c'è spazio per tutti. Anzi più varietà c'è, meglio è».di Umberto Piancatelli