Raiuno, da lunedì il via a «Navigator» con Enzo Decaro Un viaggiatore in tv Il programma è di Japino e Carrà


«Io sarò il comandante di una astronave-osservatorio _ spiega ancora Decaro _ Sarà un tentativo anche per fare riflettere il pubblico a casa. Anziché avere carte e proverbi, cercheremo di spiegare la bellezza e l'importanza di mantenere in vita il nostro pianeta terra. Se riuscissimo a mantenerla in vita il più a lungo possibile, non sarebbe male». _Quanto c'è di Ulisse in lei? «Abbastanza. Anch'io sto per buttarmi in un'avventura completamente nuova. Ulisse insomma è un personaggio che mi è sempre piaciuto, anche se poteva starsene tranquillamente a casa sua. Purtroppo, invece di restare a Itaca, qualcosa l'ha spinto a cercare, cercare e fare un lungo giro prima di tornare a casa. E quando è tornato a casa, era una persona nuova». _Perché ha accettato questa sfida professionale? «Ritengo che sia importante mettersi in discussione, imparare, fare cose nuove. Anche perché quelle vecchie le so fare già». _Che pensa di Raffaella Carrà e Sergio Japino? «Loro credono di essere dei terrestri. In realtà sono due esseri di un altro pianeta, contattati da altre intelligenze extragalattiche per fare questo programma. Ovviamente non potevano trovare che un altro extraterrestre come me. Insomma, come dicono a Napoli: gli uccelli saltano in cielo e gli extraterrestri in terra». _Quando la rivedremo come attore? «Proprio questi giorni ho finito le riprese del film tv «Il cardinale» con Horst Trappert che andrà su Raidue». _Vent'anni fa faceva parte della mitica Smorfia con Troisi e Arena. E cambiata la comicità da allora ad oggi? «So soltanto che quando l'anno scorso hanno messo in circolazione un libro e una cassetta con gli sketch della Smorfia, c'è stato un tale successo di pubblico che mi sono incuriosito anch'io. E rivedendoli mi sono divertito moltissimo. Voglio dire che quando una battuta è legata a una situazione o a un certo contesto è sempre valida. La comicità più facile, quella legata alla situazione politica, invece, lascia il tempo che trova». _Vede in giro giovani comici eredi della Smorfia? «Non lo so. Noi eravamos un gruppo con tre personalità completamente diverse, che hanno avuto la fortuna di incontrarsi e di poter dare un prodotto unico: tre in uno. Meglio del supermercato».