Va rivista la politica dei collegamenti con Alghero e Porto Torres Eutanasia di un binario Il peccato originale: stazioni in periferia


SASSARI _ Durante il convegno organizzato sabato scorso dal Psd'Az sul centro intermodale di via XXV Aprile se ne è appena accennato, ma il problema non solo esiste, ma è anche molto grave. Mentre da una parte, come ha sostenuto anche l'ingegner Italo Meloni, uno dei massimi esperti regionali di trasporti, va privilegiato il trasporto su rotaia che deve costituire l'asse portante del settore, strategico e assecondato, ove occorre, da quello su gomma, nella nostra provincia e più precisamente a Porto Torres e ad Alghero si è fatto di tutto, col beneplacito _ quando non anche con la partecipazione diretta delle Ferrovie dello Stato o di quelle a scartamento ridotto commissariate da almeno un trentennio _, per indebolire e finire per rendere quasi inutili i collegamenti tra il capoluogo e le due porte d'ingresso del Nord Sardegna per chi proviene da Genova a bordo dei traghetti della Tirrenia (oltre un milione di passeggeri all'anno) o sbarca all'aeroporto di Alghero proveniente da Roma e da Milano. Ecco, quindi, che cosa è avvenuto negli anni scorsi tra l'indifferenza generale o al massimo seguito dalla solita protesta di circostanza che lascia il tempo che trova. La stazione ferroviaria di Porto Torres, situata quasi al centro della città e a poche decine di metri dal porto, è stata abbandonata per essere trasferita in aperta campagna, oltre i limiti della città, nella località chiamata Fontana Vecchia. Nel giro di pochi anni da questa insensata decisione adottata e attuata dalle Ferrovie dello Stato, tra Sassari e Porto Torres, prima servite da mumerosi convogli ferroviari locali oltre quello in arrivo da Cagliari, pomposamente chiamato «Freccia Sarda», in coincidenza con la partenza e l'arrivo del traghetto da Genova, viaggiano soltanto tre coppie di treni al giorno, tranne una Freccia Sarda vergognosamente «spuntata» a causa della lentezza con la quale viaggia tra i due capi dell'isola. Su quelle tre coppie di treni locali viaggiano in media, come anche se a denti stretti debbono ammettere anche i vertici regionali delle Ferrovie, dai 12 ai 15 passeggeri per corsa. Una desolazione vergognosa, all'origine della quale c'è unicamente la decisione delle Ferrovie di portare la stazione dal centro della città all'estrema periferia, nella direzione della Zona industriale.`Doppia' Ottava ma non fa sedici E, aspetto ancora più grave, è stata soppressa quella fermata centralissima in piazza Colombo, alla spalle del porto, che una volta nel periodo estivo sbarcava ai bordi del mare i bagnanti che numerosissimi si recavano in treno a Porto Torres. Oggi, invece, l'unico convoglio che arriva fino a piazza Colombo è quello che la sera sbarca i passeggeri diretti al traghetto per Genova e al mattino li imbarca per trasportarli fino a Cagliari. E che dire della nuova stazione voluta dalle Ferrovie nella zona di Ottava, dotata di doppio binario per consentire l'incrocio dei convogli, e mai entrata in funzione? Miliardi buttati al vento, non si sa bene perché e dietro decisione di chi. Nel frattempo, la stazione è stata saccheggiata e danneggiata dai soliti vandali: sono spariti gli infissi e addirittura le mattonelle dei placcaggi. La linea tra Sassari e Porto Torres ha una potenzialità di sessanta convogli al giorno che potrebbero servire ottimamente tutte le borgate da Sant'Orsola a Ottava, ma ormai da molti anni su quella linea viaggiano appena tre coppie di treni al giorno, due di locali che servono per trasportare complessivamente neanche cento persone al giorno, e una coppia, quella che collega Cagliari col porto turritano. Altro aspetto che forse pochi conoscono: Sassari e Porto Torres possono essere collegate tra loro in appena 13 minuti. E poi, mentre il treno è in grado di trasportare centinaia di viaggiatori alla volta, un autobus ne può contenere soltanto una cinquantina, con costi per il passeggero e anche di gestione nettamente superiori. Se poi le ferrovie non rendono, la colpa di chi è? E veniamo alla linea per Alghero. Anche la città «catalana» è stata penalizzata fortemete quando inopinatamente venne deciso di demolire la linea ferrata che portava il trenino fino al porto, a poche decine di metri dalla città murata. Allora si gridò alla modernità e si fece festa per la grande conquista senza rendersi conto, invece, che per la città e per gli utenti della ferrovia a scartamento ridotto anche questa decisione avrebbe finito per danneggiare pesantemente la città, e non soltanto. Eliminando il vecchio storico capolinea del porto, la ferrovia che collegava Sassari con Alghero è stata disertata in massa dagli utenti, che, come nel caso del collegamento tra Sassari e Porto Torres, si sono riversati sugli autobus. Oggi che la line ferroviaria tra il capoluogo e Alghero è stata rettificata rendendo possibile il collegamento tra le due città in appena 40 minuti, non si sta facendo niente per incrementare le frequenze nè per riportare il capolinea fino al porto, condizione necessaria per invogliare i potenziali clienti ad utilizzare la ferrovia anziché l'auto. Sarebbe bastato ben poco, quindi, per incrementare il numero dei convogli tra Sassari e Porto Torres e Sassari e Alghero mettendo in condizione migliaia di potenziali utenti della strada ferrata di raggiungere le due destinazioni in tempi sicuramente più ridotti rispetto a quelli richiesti dall'auto, oltrettutto in massima sicurezza. Invece, la politica attuata dalle Ferrovie in Sardegna soprattutto in riferimento al Capo di Sopra ha finito quasi per cancellare dai nostri ricordi il treno, con almeno due risultati negativi: ridurre la ferrovia al lumicino col rischio di far poi tagliare i «rami secchi» che le Ferrovie medesime hanno contribuito a rendere tali, e a portare al collasso il vecchio pericoloso sistema stradale che continua a fare morti.E sull'asfalto si muore ancoraUn bel risultato. «Lo pensa anche l'ingegner Asunis?», si è chiesto nel convegno: «signore» dei trasporti in Sardegna, visto che a Roma e a Cagliari c'è chi ha deciso che dovesse ricoprire molteplici incarichi e tra gli altri quello di responsabile del compartimento regionale delle Ferrovie dello Stato, di commissario delle Ferrovie concesse nonchè di commissario dell'Azienda regionale dei trasporti. Eliseo Sirigu