Ghiringhelli non era tornato nel carcere di Novara dopo un permesso premio Catturato il brigatista evaso L'hanno arrestato in Svizzera. E' condannato all'ergastolo


ROMA _ Marcello Ghiringhelli, il terrorista evaso un mese fa approfittando di un permesso-premio, è stato arrestato ieri in Svizzera dalla polizia italiana in collaborazione con l'autorità elvetica. Era in un albergo in località La Chaux De Fonds. Aveva fatto perdere le sue tracce la sera del 27 dicembre scorso, quando non era rientrato nel carcere di Novara, al termine di un permesso premio. Ghiringhelli, 56 anni, era stato condannato all'ergastolo nell' 84, per la partecipazione ad una rapina nel corso della quale furono uccise due guardie giurate della Mondialpol - Antonio Pedio e Sebastiano D'Alleo - assassinate a sangue freddo il 21 ottobre del 1982, durante l'assalto alla filiale del Banco di Napoli di via Domodossola a Torino. La sua militanza nelle Br gli aveva procurato anche un secondo ergastolo - nell '86 - come membro nella colonna napoletana, responsabile fra l' 80 e l' 82 di 10 omicidi, quattro sequestri, oltre a vari ferimenti e rapine. Ma era stata soprattutto la spietatezza dimostrata nell'uccisione delle due guardie giurate - assassinate con un colpo di pistola alla nuca dal milanese Francesco Pagani Cesa mentre erano stese a terra - ad impressionare. Una esecuzione decisa per dare maggiore risalto ad un documento ideologico contenente accuse di tradimento (rivelatesi infondate) contro la brigatista Natalia Ligas. Ghiringhelli fu arrestato dai carabinieri, il 2 dicembre '82, a Torino, dove aveva contribuito a ricostituire la locale colonna delle Br, smantellata grazie alla collaborazione di Patrizio Peci. Non si è mai pentito nè dissociato. A Torino era stato inviato dall'ideologo Giovanni Senzani per ricomporre il tessuto eversivo nella città della grande industria, assieme a Antonio Chiocci e Antonio Marocco. Dopo il sanguinoso delittosdi via Domodossola, la nuova colonna torinese ebbe però vita breve, incalzata dalle serrate indagini di polizia e carabinieri. Il 13 novembre cadde nelle mani dei nuclei speciali dei carabinieri Pagani Cesa, sorpreso in un covo nei pressi del parco del Valentino; Ghirighhelli riuscì ad evitare in extremis l'arresto, insieme con la sua inseparabile compagna, Teresa Scinica, una giovane di Nicotera (Catanzaro), presente al duplice omicidio di via Domodossola. Entrambi furono catturati dei carabinieri pochi giorni dopo, il 2 dicembre, sempre a Torino, in piazza Bengasi, dove dovevano contattare possibili nuovi adepti. Erano armati di pistole e avevano in tasca centinaia di pallottole, ma due carabinieri (cinture nere di karate) impedirono loro di reagire. Con loro fu annientata tutta la nuova colonna torinese delle Br, responsabile anche dell' omicidio, l'ottobre dell' 82, di un brigadiere dei carabinieri, impegnato in un posto di blocco nel Canavese. Brigatista sanguinario, ma anomalo, Ghirighelli, politicizzatosi in carcere, non assunse mai atteggiamenti da martire della rivoluzione, nè dopo l' arresto, nè durante i processi. Ma non si pentì.