Torna il popolare varietà, da stasera su Raidue alle 20,50 Una tv di «Furore» Alla conduzione c'è Alessandro Greco


La formula è sempre la stessa. Due squadre, una maschile e una femminile, che si contengono la vittoria nell'auditorium Rai di Napoli di fronte ad un pubblico scatenato di tremila persone. Un ospite musicale e tanti giochi. Per la puntata di stasera ci saranno Rita Dalla Chiesa (capitano della squadra femminile), Pamela Prati, Alessia Mertz, Kay Rush, Paola Saluzzi. Per la squadra maschile, Christian De Sica (capitano), Gabriel Garko, Everardo Dalla Noce. E altri due, fino a ieri, sconosciuti. Ospite musicale, Zucchero. «Un ritorno alla grande _ ha detto Greco _. Anche i giochi sono veramente divertenti. Ce n'è uno un po' sadico che presenteremo proprio nella prima puntata» _Tre edizioni sono tante, non si è stancato di furoreggiare? «Assolutamente. Prima di tutto perché mi diverto a condurlo. E poi è il programma che mi ha lanciato e al quale sono affezionato». _Ma non farà «Furore» per tutta la vita? «No. Infatti mi è stato già proposto dalla Rai un'altra trasmissione che dovrebbe andare in onda in estate o subito dopo». _Non ha mai pensato di cambiare genere, magari di darsi alla fiction? «Assolutamente no. Sono un presentatore puro io, uno all'antica, come Baudo, Corrado, Daniele Piombi. Loro sono i miei idoli». _E da presentatore avrà un sogno nel cassetto? «Condurre il festival di Sanremo, secondo quella che io definisco la concezione baudiana. Da quando è andato via lui, non si è capito più nulla». _Non le piace allora la scelta di Fabio Fazio di far partecipare il Nobel Dulbecco. «Come dice mia moglie, è una questione di scelta. Ma con questo non voglio dire che sarà un brutto Festival». _E della tv-spazzatura che cosa ne pensa? «Penso che non esiste. I programmi possono essere fatti bene o male. Possono piacere e non piacere. E il verdetto spetta soltanto al pubblico». _«Crociera», quindi, era fatto male... «Non posso dirlo, perché non l'ho visto, in quei giorni è nato mio figlio Lorenzo e la televisione proprio non l'ho guardata. Da quel che ho letto, però, penso che fosse fatto male. Diciamo che il problema è anche degli autori. Sono pochi quelli veramente e innovativi. Quelli di "Furore" sono bravissimi».