Navigator, muro contro muro fra Di Maio e i governatori

il casoRoberto GiovanniniÈ muro contro muro tra Luigi Di Maio e le Regioni sui 6.000 navigator che dovranno far marciare il reddito di cittadinanza. Anche ieri è finito con un nulla di fatto il vertice della Conferenza Unificata Stato Regioni. Il ministro del Lavoro (e capo politico dei 5 Stelle) insiste: i navigator li sceglierà lo Stato, attraverso la selezione che verrà svolta da Anpal Servizi, una società operativa di Anpal, ma poi andranno a lavorare seguendo le direttive emanate da Roma nei Centri per l'impiego, che sono sotto il controllo delle Regioni. E soprattutto alla fine le Regioni - che in base alla Costituzione hanno la titolarità delle politiche del lavoro - dovranno regolarizzare questi 6.000 esperti che, secondo il testo del decreto, avranno inizialmente solo un contratto di collaborazione di due anni, ma che con ogni evidenza chiederanno la stabilizzazione. Per le Regioni diventerebbe un Vietnam. Nell'incontro di ieri, preceduto da una serie di schermaglie polemiche - il Governatore della Campania Vincenzo De Luca ha definito i navigator «una porcheria clientelare totalmente inutile rispetto alle funzioni che dovrebbero assumere» - le Regioni hanno ribadito le loro obiezioni allo schema ideato da Di Maio, e presentato le loro controproposte. La riunione è finita con un rinvio alla prossima settimana. «Sui navigator il ministero del Lavoro non sta realmente cercando di raggiungere un'intesa. Continuando a chiedere un semplice "parere" alle Regioni, si prosegue a negare il diritto-dovere di queste ultime a gestire le politiche attive del Lavoro», dice Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro del Lazio di Nicola Zingaretti. Una soluzione di mediazione, per le Regioni, ci sarebbe: lasciare i navigator in carico all'Anpal, l'Agenzia per le politiche attive, ente del ministero del Lavoro, che poi li "girerebbe" in prestito alle Regioni che ne facessero richiesta. Ma lasciando la riunione, gli assessori regionali hanno capito che Di Maio intende andare al muro contro muro, accusando i Governatori di voler sabotare il reddito. A quel punto diverse Regioni metterebbero in campo dei ricorsi alla Consulta. Intanto, il ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno prende le distanze da questo pasticcio: «I navigator non sono Pubblica amministrazione, non rientrano nella mia competenza».Ieri l'Anpal ha reso noto il bando per l'organizzazione della selezione per il reclutamento dei 6.000 navigator, da cui emergono alcune indicazioni sui criteri con cui verranno scelti. Ad esempio, i candidati - se ne attendono almeno 60.000 - dovranno necessariamente disporre di laurea, ma non sono stati identificati tutti i corsi ammessi (sicuramente Giurisprudenza, Economia, Scienze politiche, Statistica e Scienze della formazione mentre si discute ancora su Filosofia e Sociologia). Non dovrebbe essere prevista una prova orale - che allungherebbe di molto i tempi - e i candidati dovranno superare un test a risposta multipla con al massimo 100 quesiti su 10 materie: cultura generale; quesiti psicoattitudinali; logica; informatica; modelli e gli strumenti di intervento di politica del lavoro; reddito di cittadinanza; disciplina dei contratti di lavoro; sistema di istruzione e formazione; regolamentazione del mercato del lavoro; economia aziendale. Si discute anche il modo per valorizzare il voto di laurea, fissando un paletto sul voto minimo (100?) o se ammettere ai test i 60.000 candidati con il voto più alto. Il compenso per i navigator, per i quali si pensa a un contratto di collaborazione di due anni, dovrebbe essere di 30.000 euro l'anno. Nel frattempo ci sono già 120mila domande ufficialmente presentate: 92mila alle Poste (di queste, circa 16mila inoltrate online, tramite il sito del governo) cui si aggiungono le 30mila contate dai Caf nelle prime 24 ore. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI