Il pasticcio delle nutrie I Comuni hanno pagato ma in lista non ci sono

il fatto Un "pasticcio" burocratico costato le ire del sindaco di Codigoro, Alice Zanardi e la presa di posizione di altri due primi cittadini, Nicola Rossi di Copparo e di Formignana Laura Perelli. Il motivo? La guerra alle nutrie che costa 60mila euro all'anno e a cui tutti i Comuni della provincia sono chiamati a contribuire. Ma c'è chi non ha ancora pagato, come anche chi ha invece saldato ma non è in elenco. il pasticcioIl 23 agosto viene pubblicata nell'albo pretorio della Provincia di Ferrara un determina in cui vengono riportate le cifre dovute da ogni amministrazione, con tanto di elenco di chi ha pagato e chi no per gli anni 2017 e 2018. «Tra chi non ha pagato - alzano la voce i tre sindaci - ci siamo anche noi, peccato che Formignana ha fatto il versamento a gennaio, Codigoro a maggio e Copparo il mese scorso». In realtà la prima scadenza era stata fissata per il 31 marzo, a quanto pare spostata poi al 15 settembre.la provinciaIl 23 agosto scorso il presidente della Provincia, Tiziano Tagliani, ha scritto ai sindaci di alcuni Comuni ricordando di versare le rispettive quote nell'ambito della Convenzione per il controllo delle nutrie. In particolare, risultano non versate all'amministrazione che ha sede in Castello Estense le quote relative agli anni 2017 e 2018 dei Comuni: Goro (340+340 euro), Jolanda di Savoia (744+744 euro), Lagosanto (406+406 euro) e Mesola (778+778 euro). E qui una prima precisazione: queste amministrazioni sono indietro di due anni con i pagamenti. Per il solo anno 2018, invece, non risultano versate le quote dei Comuni: Bondeno (1.627 euro), Cento (1.887 euro), Comacchio (2.579 euro), Tresigallo (310 euro, che nel frattempo ha già comunicato che sta provvedendo al versamento) e Copparo (1.609 euro), che nel frattempo ha già comunicato di avere fatto il bonifico all'amministrazione provinciale.Tutti gli altri Comuni sono in regola con i pagamenti.Relativamente alla situazione dei tre enti: Consorzio di Bonifica, Parco del Delta del Po e Aipo (la cui quota è di 4.000 euro e non 1.000), hanno già fatto sapere di avere all'attenzione i rispettivi impegni e che provvederanno anch'essi a regolarizzare le rispettive posizioni contabili.il disguidoMa cosa è successo? Perché sono stati pubblicati dei dati a quanto pare vecchi? Questioni burocratiche, sembra, perché da quando l'atto viene predisposto a quando viene pubblicato nell'albo pretorio passano tempi decisamente lunghi e, come in questo caso, intanto le amministrazioni si sono messe in regola. Non solo, anche per i Comuni non fila tutto così liscio. I soldi vengono infatti messi a bilancio (ed in effetti ci sono) ma prima di sbloccarli e versarli i passaggi sarebbero biblici.«Il problema - fa presente la Zanardi - è che poi ai cittadini dobbiamo rispondere noi e soprattutto gli agricoltori hanno giustamente il dente avvelenato rispetto alla questione nutrie». --Annarita Bova BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI