Renzi vede il Pd primo e applaude Gentiloni

di Maria BerlinguerwROMA«Le esigenze degli alleati avranno la priorità» e il tentativo di «raccontare che c'è un nuovo bipolarismo centrodestra-M5s è una panzana di proporzioni epiche». Matteo Renzi a bordo del treno Pd che lo sta portando in Toscana dove in serata parte la Leopolda «L8» sembra ringalluzzito dall'ultimo sondaggio Swg che dà i dem in calo ma a un solo un punto di stacco dal M5S. «Non c'è una legge elettorale con ballottaggio e sondaggi dicono che il Pd è primo o secondo, sia in lista che in coalizione, io voterà Pd e ho l'impressione che il Pd sarà il primo gruppo parlamentare», spiega il segretario, ricordando che nelle proiezioni i dem hanno il doppio dei voti di Berlusconi. E quindi è una «panzana» che il il duello elettorale sarà tra Di Maio e il Cavaliere. Secondo i conteggi del segretario dem il Pd con i suoi alleati potrebbe raggiungere quota 32%, meno di due punti dal centrodestra, oggi dato al 33,95. Già ma quali saranno gli alleati del Pd? Qui la faccenda si complica. Da Mdp è Massimo D'Alema a chiudere ancora una volta il dialogo con gli ex compagni accusati di «tormentare» i fuoriusciti con richieste surreali di alleanze. «Ci presenteremo da soli», conferma Pier Luigi Bersani, sperando che Pietro Grasso si decida a sciogliere la riserva e ad accettare la leadership. Ma il presidente del Senato per ora non scioglie il mistero e ai cronisti che lo intercettano conferma di non aver ancora deciso. Dunque esclusa la sinistra sinistra il Pd deve puntare a costruire alleanze con Giuliano Pisapia e Campo progressista, con Alfano e con i radicali italiani di Emma Bonino che hanno lanciato la lista +Europa. Ma anche la composizione di questo centrosinistra ridotto non è semplice. Tra gli alfaniani la spaccatura tra il fronte lombardo di Lupi e Formigoni che vorrebbe tornare al centrodestra e quello di Alfano e Lorenzin è rinviata al 1 dicembre. Ieri la direzione di Ap ha votato un documento in cui rinvia la scelta finale se correre da soli o in apparentamento con i dem alla prossima settimana. Ma Maurizio Lupi ha fissato ancora i paletti di ciò che ritiene imprescindibile per dare il via libera all'appartamento: no allo ius soli, no al bio testamento e sì al bonus bebè. Peccato che per Campo progressista l'approvazione dello ius soli e del bio testamento, oltre al ritiro del superticket sanitario, siano ritenute condizioni imprescindibili per allearsi con il Pd da Pisapia. Renzi ha definito «prioritarie le richieste degli alleati», attuali e futuri. Ma dal treno che lo sta portando a Firenze si è sbilanciato sul bio testamento, glissando invece sullo ius soli. «Io credo che sul fine vita i numeri ci sono in Parlamento e che la maggioranza dei cattolici sia d'accordo», ha detto Renzi aggiungendo di essere favore «astrattamente» a mettere la fiducia sui temi etici. Ovviamente, ha aggiunto, spetta a Gentiloni decidere. Quanto al bonus bebè invece l'ex premier è favorevole: «i bonus vanno incentivati e non ridotti», dice. Il dibattito sulle alleanze però resterà fuori dalla due giorni fiorentina della L8, che sta per «lotto». La Leopolda è un'altra cosa rispetto al Pd, chiarisce lo stesso Renzi, convinto che dalla kermesse usciranno 100 proposte da lasciare in dote al Pd per la campagna elettorale. Un'edizione vintage che richiama un ambiente domestico, con stanze come salotto cucina e studio. Un'edizione in tono minore, almeno a considerare gli ospiti, rivolta soprattutto ai millenials i giovani nati negli anni novanta. Del resto i padri nobili del Pd alla Leopolda non sono stati invitati. Eccezion fatta per Arturo Parisi, ringraziato da Renzi in apertura della kermesse. «Fate un applauso a Gentiloni», chiede l'ex premier, celebrando la Leopolda 10. . Non c'è Walter Veltroni. E non c'è neanche Romano Prodi. Il professore ieri era a Firenze, per un convegno dell'associazione NeoFemos. «Non sapevo neanche che ci fosse la Leopolda. Non vedo perché mi dovessero invitare: è una roba da giovani, mi hanno detto...», dice Romano Prodi ai cronisti che gli chiedevano se avrebbe partecipato o meno alla convention con Renzi. Quanto alle prospettive del centrosinistra alle prossime politiche, Il Professore, ha ammesso di essere preoccupato. «Chi è che non è preoccupato?».©RIPRODUZIONE RISERVATA