Nuova tornata di indagini su chi ha fatto fuggire Igor

Lo hanno cercato e lo cercano ancora, Igor Vaclavic-Norbert Feher, il killer che ha lasciato dietro di sé, dall'aprile scorso, tra Bologna e Ferrara, due omicidi (del barista Davide Fabbri e della guardia volontaria Valerio Verri), un tentato omicidio (quello del poliziotto provinciale Marco Ravaglia) e rapine (alla guardia giurata Piero di Marco e ad un giovane pakistano Muhammad Riaz). Una scia di sangue e violenza che si è fermata con la sua fuga. Una fuga che è stata, di fatto, facilitata dalle persone che conosceva e che lo hanno aiutato a dileguarsi dalla Bassa tra Argenta e Molinella verso chissà dove. Ad oggi, dopo 8 mesi, l'inchiesta sul killer è ad una svolta perché le indagini si stanno concentrando anche e soprattutto su chi lo ha aiutato a scappare, a dileguarsi: le persone sulle quali sono in corso atti concreti, intercettazioni. Formalità, certo, come si evince dagli atti notificati a tutte le vittime di Igor, con la richiesta di proroga indagine emessa da procura e tribunale di Bologna. Indagini e intercettazioni da continuare, scrivono i magistrati «volte ad identificare le persone che ne hanno favorito la latitanza e la fuga». Dalla procura di Bologna, alle anticipazioni del quotidiano la Repubblica su queste persone indagate - almeno 5 -, replica puntiglioso il procuratore capo Giuseppe Amato: «è ridicolo confermare o smentire, non commento le notizie che escono sui giornali». «Quello che posso affermare con chiarezza, e il nostro modus agendi lo dimostra, è un impegno continuo. Più di questo non si può fare». Insomma, Igor non si trova ma non si mai smesso di cercarlo. Le fonti ufficiali non possono né vogliono confermare notizie stampa, ma ciò che emerge è proprio il ruolo di chi possa aver aiutato Igor. Del resto, traducendo gli atti giudiziari notificati alle parti in questi giorni, almeno dal punto di vista formale, chiedere proroga di intercettazioni significa comunque aver individuato persone da intercettare e per farlo occorre che abbiano posizione di indagati. Dal punto di vista pratico, occorre ricordare, tuttavia, che da aprile scorso ad oggi sono state centinaia e centinaia le persone intercettate: nei mesi scorsi, nonostante questa attività continua, 24 ore su 24, nessuno della "Corte dei miracoli" che faceva da sfondo a Igor e prima ancora alla banda Pajdek e Ruszo e gli altri di Berra - tutti conoscenti/amici di Igor stesso - , nessuno di loro aveva dato spunti agli inquirenti: riferimenti, mezze frasi su dove potesse essere o esser scappato Igor. Lo ricordava ieri lo stesso procuratore capo Amato: le difficoltà nelle ricerche sono legate al fatto che Igor «non ha un collegamento con il territorio nazionale, né ne ha uno stabile o strutturato con una famiglia, con un gruppo di persone». Un messaggio netto, da parte degli inquirenti, di un impegno che non è mai cessato. E dopo 8 mesi, si attende solo un passo falso dei possibili fiancheggiatori e di chi lo ha aiutato: del resto, non si arriva così a catturare i super latitanti? (d.p.)