Sondrio su Caricento è derby tra Popolari

Una solida realtà transfrontaliera, cresciuta nei territori nazionali più ricchi e con una significativa presenza in Svizzera, che per la prima volta nella sua storia ultrasecolare si lancia in un'acquisizione di un'altra banca. È questa l'istantanea della Banca Popolare di Sondrio, l'istituto di credito che ha firmato una lettera d'intenti per non vincolante con la Fondazione Caricento per acquisire, in due fasi, fino al 100% della Cassa guerciniana. Il tutto nell'ottica di costituire, secondo alcuni analisti, un nocciolo duro di azionariato in vista della trasformazione in spa, e magari nella prospettiva di un derby tra super-Popolari con Bper, che come noto ha appena comprato per un euro la Nuova Cassa di risparmio di Ferrara. Sondrio è oggi una delle più solide realtà bancarie in assoluto a livello nazionale. I suoi 182mila soci hanno sempre ricevuto un dividendo, un po' come gli azionisti di Caricento, con l'ultima semestrale chiusa a 56 milioni di utile, e dati patrimoniali ai vertici di ogni categoria. Fino ad oggi la banca è sempre cresciuta per vie interne, cioè aperture di nuove filiali, come successo in Veneto (Padova e Verona), in Bassa Lombardia (Mantova, Suzzara e Guastalla) ed Emilia Romagna, nel Piacentino, nel Parmense e a Bologna. L'idea di «estendere l'azione in Emilia Romagna, regione con una solida economia industriale, agricola e di servizi avanzati», è «in coerenza con la strategia di sviluppo della banca», con tanto di "sbocco al mare", sui Lidi; in questa maniera però sarà sfida aperta con Bper, visto che è ormai decaduto il patto di non aggressione territoriale valido quando era Carife a presidiare questi territori. Cento è stato visto come il partner ideale, conosciuto attraverso la collaborazione nei fondi Arca (principali azionisti, tra l'altro, proprio Bper e Bps), e in possesso di un «modello di business solido e resiliente che ha consentito di produrre utili in continuità», anche questo molto legato al territorio. Dal punto di vista centese questa operazione, oltre a garantire a tutti i soci una remunerazione certa (l'entità è tutta da valutare nel corso della due diligence su patrimonio e crediti), dà certezze di poter conservare il marchio, visto che Sondrio non ha interesse a cambiarlo con il proprio in questi territori, e speranze in ottica di mantenimento di un presidio forte a Cento, vista la distanza con gli uffici direzionali del gruppo. Resta da capire che ruolo potrà svolgere la Fondazione nel gruppo Bps, che comprende anche una banca svizzera con una ventina di dipendenze. Secondo gli analisti di Equita, interpellati da Milano Finanza, Caricento sarebbe valutata circa 100 milioni di euro, e la Fondazione al termine dell'operazione (cash e scambio di azioni con la stessa Bps) arriverebbe a controllare circa il 2% del gruppo; più o meno il peso di azionisti come Ubs, Norges Bank e fondi internazionali vari, che non hanno possibilità di condizionamento sulla governance rappresentata dal presidente Francesco Venosta e dal consigliere delegato Mario Pedranzini. Il passaggio a spa, solo sospeso per effetto proprio di una sentenza del Consiglio di Stato provocata dal ricorso proprio da Bps, cambierà le carte in tavola e potrebbe aver stimolato la ricerca di un partner finanziario ma senza mire di controllo, come appunto Fondazione Caricento, per costituire un mini-nocciolo duro con investitori lombardi e piemontesi già presenti nell'azionariato. Stefano Ciervo©RIPRODUZIONE RISERVATA