Posti per i ricercatori e più soldi ai presidi Fondi per l'istruzione

ROMAConferma di ecobonus e sismabonus, una nuova agevolazione per giardini e terrazzi, proroga della cedolare secca, assunzione di 1.500 ricercatori universitari e la cosiddetta norma "salva-Tam Tam", la squadra di basket composta da giovani immigrati che così potrà partecipare ai campionati giovanili. Oltre ai macrocapitoli su giovani, statali, imprese e lotta alla povertà, la legge di bilancio 2018 avvia e conferma un corollario di numerose misure. Ecco in sintesi le misure annunciate. Tributi locali congelati. Viene prorogato per il 2018 lo stop all'aumento delle aliquote dei tributi e delle addizionali regionali e degli enti locali. Tornano ecobonus e sismabonus. I due incentivi hanno funzionato e il governo ha deciso di riproporli, in versione ritoccata. Sud. Oltre allo sgravio al 100% per le assunzioni, viene previsto l'incremento della dotazione del Fondo Sviluppo e Coesione, il rafforzamento della dotazione finanziaria del Credito d'imposta investimenti al Sud, l'istituzione di un Fondo di investimenti destinato alla crescita dimensionale delle Pmi. Assunti 1. 500 ricercatori, presidi come dirigenti. Le assunzioni in Università ed enti di ricerca sono «nuova linfa», ha spiegato Pier Carlo Padoan. Viene avviata l'armonizzazione delle retribuzioni dei dirigenti scolastici agli altri manager della Pubblica amministrazione. Confermato anche l'impegno sugli scatti di anzianità dei docenti universitari. «Risorse per formazione, ricerca e innovazione: è questo il miglior investimento per il futuro non soltanto delle nuove generazioni, ma dell'intero Paese», ha invece commentato la ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Valeria Fedeli. Nella legge di Bilancio sono state inserite altre misure rivolte al mondo della scuola, dell'università e della ricerca: «Abbiamo confermato l'impegno relativo agli scatti di anzianità dei docenti universitari. E confermato anche l'impegno di armonizzare le retribuzioni dei dirigenti scolastici con le altre figure della dirigenza pubblica», ha sottolineato ancora Fedeli.Contratto statali, più soldi per presidi e prof. L'aumento da 85 euro in busta paga per i dipendenti pubblici vale circa 1,7 miliardi. A crescere saranno anche gli stipendi dei presidi, che verranno gradualmente equiparati ai dirigenti pubblici, e quelli dei professori universitari con la garanzia degli scatti di anzianitàSpinta investimenti pubblici. Per gli investimenti delle amministrazioni centrali e locali sono in arrivo 300 milioni nel 2018, 1, 3 miliardi nel 2019 e 1, 9 miliardi nel 2020. Più spazio di spesa viene garantito ai Comuni e nuova spinta arriva anche alla riqualificazione delle periferie. Bonus 18enni, sconti bus. Il bonus cultura da 500 euro viene rinnovato, con un costo di 290 milioni. In forse le detrazioni per gli abbonamenti ai mezzi pubblici. E-fattura per privati, web tax in parlamento. La fatturazione elettronica dovrebbe diventare obbligatoria per le imprese solo nel 2019. La web tax dovrebbe essere aggiunta in Parlamento. Stesso dicasi per i correttivi allo spesometro e per gli incentivi all'utilizzo del Pos. Le novità del decreto fiscale. Viene introdotta la norma antiscorrerie con tre soglie: superato il 10, 20 e 25 per cento l'acquirente dovrà dichiarare le sue intenzioni. Il rafforzamento del Golden power prevede oltre all'estensione a nuovi settori sensibili anche una sanzione per la mancata notifica di un'operazione fino al doppio del valore dell'operazione e comunque non inferiore all'1% del fatturato realizzato dalle imprese coinvolte. Rottamazione bis. La rottamazione bis porterà complessivamente nelle casse dello Stato 1 miliardo, mentre l'extragettito derivante dalla prima edizione della definizione agevolata servirà per coprire il buco della voluntary disclosure. Un altro miliardo arriverà da nuovi tagli ai ministeri e 800 milioni in due anni saranno garantiti dalla proroga della concessione del Gratta e Vinci. «Ora è ufficiale: l'extra gettito della nostra rottamazione sulle cartelle non potrà finanziare l'abolizione dell'aggio e delle more sulle nuove cartelle della riscossione, come da nostro originario progetto, perché deve coprire il buco della voluntary bis che era per altro assai prevedibile». Lo scrive Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica. «E se nella rottamazione si fossero fatte le rate più ampie che c'erano nel nostro testo iniziale, gli incassi sarebbero stati ancora maggiori e si sarebbe pure evitata la patetica rimessa in termini in questo decreto di chi non è riuscito a pagare le rate di luglio e settembre: la sanatoria della sanatoria. Sul fisco ormai è chiaro che l'unica cosa che il ministro Padoan è capace di fare è seguire i pessimi consigli di chi gli propone sempre e soltanto nuovi adempimenti per imprese e professionisti e obblighi invece che incentivi».