La miniera d'oro dell'universo

di Danilo FastelliwCASCINA (Pisa)La nuova astronomia è nata il 17 agosto alle 14.41, quando un'onda gravitazionale ha attraversato i fasci laser degli interferometri. Era la quinta volta che a Hanford (Washington) e a Livingston (Louisiana), le due antenne Ligo registravano una vibrazione nel tessuto dello spazio-tempo, l'onda gravitazionale appunto, provocata da un evento cosmico catastrofico: la registrazione del primo segnale era valsa il 3 ottobre scorso il Nobel per la fisica ai padri di Ligo. Ma stavolta la piega degli eventi ha condotto a una scoperta ancora più stupefacente che gli scienziati definiscono «rivoluzionaria». E in questa rivoluzione un ruolo chiave lo ha giocato Virgo, nelle campagne vicino a Cascina (Pisa), alla cui gestione collaborano il Cnr francese e l'Istituto nazionale di fisica nucleare.Un nuovo tipo di segnale. A produrre l'onda gravitazionale che fa esultare la comunità scientifica è, per la prima volta, la fusione di due stelle di neutroni a 130 anni luce di distanza; un fenomeno visibile a differenza dello scontro di due buchi neri, come in precedenza. È il segnale più forte e vicino di sempre, nella costellazione dell'Idra, dove le due stelle si sono unite provocando l'onda gravitazionale e i raggi gamma, poi onde elettromagnetiche di ogni tipo. E infine una nuvola d'oro e altre decine di metalli pesanti. Tutto osservato, ascoltato e fotografato da decine di strumenti e telescopi. La "flotta stellare". Questo è un primo motivo per cui il 17 agosto si è scritta la storia: per la prima volta si è attivata una collaborazione efficace tra gli strumenti astronomici più avanzati disponibili. Così due secondi dopo che gli interferometri avevano "ascoltato" l'onda gravitazionale, anche il telescopio della Nasa Fermi, in orbita nello spazio, ha osservato un lampo gamma, una radiazione ad altissima energia che rappresentava uno dei grandi misteri dell'astrofisica. Intanto proprio grazie a Virgo, gli interferometri hanno potuto localizzare la provenienza del segnale: era la stessa da cui proveniva il lampo visto dal satellite Fermi e anche dal "collega" Integral. Neanche un'ora dopo i gli avvisi squillavano nelle sedi di decine di telescopi spaziali (tra cui Hubble e Gemini) e terrestri. Così, alle 17.04 sono stati puntati su un punto tutti gli occhi disponibili in un inedito gioco di squadra. Tra i primi i telescopi che si trovano sulle Ande e che fanno capo all'Osservatorio europeo australe e ai quali l'Italia partecipa con l'Istituto nazionale di Astrofisica. Dopo dodici ore di ricerche hanno individuato un punto luminoso che prima non c'era: la prima coppia di stelle di neutroni della quale sono stati catturati anche i colori, dal blu al rosso.Una scoperta che vale oro. La fede che portiamo al dito e gli orecchini della nonna provengono dallo spazio. Ma non si era mai capito come si producesse il metallo di cui sono fatti: l'osservazione delle radiazioni mostra che nelle collisioni di stelle di neutroni viene rilasciata una nuvola di elementi pesanti come l'oro e il platino, che vengono poi distribuiti in tutto l'universo. Si risolve così anche il mistero rimasto insoluto per decenni su come si formano metà degli elementi più pesanti del ferro.Bravo Einstein. Nella teoria della relatività, cento anni fa, Albert Einstein non solo aveva previsto l'esistenza delle onde gravitazionali, ma aveva anche ipotizzato che queste viaggiano alla velocità della luce. Aveva ragione: l'arrivo contemporaneo dell'onda gravitazionale e dei raggi gamma non lascia dubbi. I dati raccolti hanno permesso di verificare anche la costante di Hubble, ossia la velocità di espansione dell'universo. Secondo Roberto Battiston, presidente dell'Agenzia spaziale Italiana, «questi risultati aprono una nuova era nello studio dell'Universo».©RIPRODUZIONE RISERVATA