Di Maio alza il tiro «In Sicilia c'è rischio di voto inquinato»

Colpo di scena a Rieti all'avvio delle verifiche disposte dal Tar del Lazio in merito all'esito del ballottaggio delle comunali del giugno scorso tra il candidato del centrodestra, Antonio Cicchetti, poi vincitore con uno scarto di 99 voti sul sindaco uscente Simone Petrangeli. La Prefettura di Rieti, avviando le procedure di verifica dei voti su 8 delle 51 sezioni allora scrutinate, ha dovuto bloccare le operazioni perché il Tribunale ha distrutto le schede elettorali non utilizzate, autenticate e non. Il Tar, lo scorso 5 ottobre, aveva accolto il ricorso promosso da Petrangeli incaricando un verificatore di effettuare il riconteggio delle preferenze e la verifica dei registri delle 8 sezioni, dove, secondo i legali del candidato del centrosinistra, si sarebbero verificati «gravi errori». All'avvio delle operazioni, ieri mattina, il funzionario della Prefettura ha dovuto comunicare alle parti che le schede non utilizzate, autenticate e non, che dovevano essere conservate in Tribunale, non ci sono più essendo state da poco distrutte per problemi di spazio a palazzo di giustizia.di Maria BerlinguerwROMAGli osservatori dell'Osce (l'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) per vigilare sul voto e l'intervento preventivo dell'Antimafia per pulire le liste dagli impresentabili perché «c'è il rischio serio di inquinamento del voto». Il Movimento 5Stelle alza il tiro sulle elezioni siciliane a poche ore dall'arresto del sindaco di Priolo, Antonello Rizza, in corsa per Forza Italia. È Luigi Di Maio, capo politico del M5S, ma anche vicepresidente della Camera, a lanciare con il candidato grillino alla Regione, Giancarlo Cancelleri, la doppia offensiva. «Chiediamo all'Osce l'invio di osservatori internazionali per monitorare il corretto svolgimento del voto, siamo molto preoccupato per la libertà di voto», scrivono Di Maio e Cancelleri in due lettere spedite alle sedi Ocse di Vienna e Varsavia. Il M5S inoltre porterà alla Camera una risoluzione parlamentare per impegnare anche il governo a sollecitare il monitoraggio richiesto. Ma Di Maio ne ha anche per la Bindi. Dopo il dossier consegnato da Cancelleri alla presidente della commissione Antimafia, con i nomi di una ventina di impresentabili, quasi tutti della lista di Musumeci, il vice presidente della Camere avverte: «Se l'Antimafia presenterà l'elenco degli impresentabili dopo le elezioni farà ridere tutto il mondo, ma stiamo scherzando?». «Chiediamo alla Bindi di rendere subito noto l'elenco degli impresentabili perché finora a farlo sono stati solo Cancelleri e la stampa: Bindi velocizzi la procedura», intima.L'idea di coinvolgere l'Osce però non piace alle altre forze politiche. «Addirittura! Credo che la nostra democrazia sia solida e seria», dice pacato Graziano Delrio. «Forse Di Maio si riferiva alle primarie e alla regionarie del Movimento 5Stelle nel Lazio e in Sicilia», ironizza il presidente del Pd, Matteo Orfini. Sceglie l'ironia anche Pino Pisicchio. «L'Osce non basta, sarebbe opportuno chiedere direttamente l'invio di un contingente della Nazioni Unite per presidiare militarmente i seggi in Sicilia». «Di Maio ha detto una caz...ta come se gli elettori che vanno a votare avessero la coppola e il fucile, è una mancanza di rispetto», dice Matteo Salvini mentre Renato Brunetta (Forza Italia) è convinto che il M5S stia alzando un polverone per mettere preventivamente la mani avanti visto che perderà le elezioni nell'Isola. Prende le distanza anche Claudio Fava, candidato della sinistra, che secondo i sondaggi potrebbe superare Fabrizio Micari, candidato del Pd. «Di Maio? Mi ricorda gli inviati della Cnn che sbarcavano in Sicilia con il giubbotto antiproiettile. Solo che quelli erano americani, Di Maio no», dice Fava. La Sicilia è storicamente un laboratorio politico in tema di alleanze. E anche in questo caso potrebbe diventarlo. Cancelleri in un'intervista a La Stampa non ha escluso possibili convergenze sul alcuni temi. E Fava, a capo della lista Cento Passi, non chiude la porta. «Ho più punti di convergenza con Cancelleri che con Musumeci, non c'è dubbio», ammette Fava. Sul programma, fa capire, saranno possibili convergenza post elettorali. Per i Cinquestelle sarebbe la prima volta.©RIPRODUZIONE RISERVATA