La lavagna di Katia «Spal competitiva»

di Paolo NegriwFERRARAKatia Serra, bolognese, ex plurititolata calciatrice di altissimo livello nazionale e non solo (ha giocato anche in Spagna), per sette anni commentatrice tecnica della Rai, diploma da allenatore a fianco di quello da direttore sportivo. Il calcio come passione di vita. Competenze assolute, da far invidia a tanti che - in un mondo chiuso e maschilista - occupano però poltrone di rilievo. C'est la vie, infelicemente.In occasione dell'ultimo turno di campionato Katia Serra era in tribuna al "Mazza" per Spal-Crotone, domenica sarà al "Dall'Ara" per il gran derby con i rossoblù. Nulla di più logico che usufruire della sua capacità di analisi:«La Spal è una squadra che tiene bene il campo, ha organizzazione difensiva e mi piace il suo sviluppo del gioco sulle corsie esterne, sia a destra che a sinistra: tanto la catena Lazzari-Schiattarella quanto quella Costa-Mora funzionano bene. Ma, per crescere ancora, la Spal ha tanto bisogno di Borriello sul fronte offensivo».In che senso?«Borriello ha esperienza e soprattutto la capacità di far salire la squadra. Con il Crotone si è vista la differenza quando è uscito lui ed è entrato Paloschi. Attenzione: non è questione di valori, semplicemente Paloschi ha caratteristiche diverse. Con o senza Borriello, la Spal ha un peso diverso. E senza può essere un problema; lui alza il baricentro della squadra, e la Spal in organico non ha un altro attaccante di quel tipo: Floccari è out, Antenucci e Paloschi sono di movimento. Manca qualcosa».Ritiene che l'eventuale conferma del 4-3-3 del Bologna, con attaccanti brevilinei e veloci, possa creare difficoltà alla difesa centrale della Spal?«Non mi piace immaginare come può giocare una squadra, ma valutare ciò che vedrò. Detto questo, è vero che Verdi-Palacio-Di Francesco a tre giocano bene, ma non credo che per la Spal possa essere un problema insormontabile. Basta che Lazzari e Costa restino più bassi, che a rotazione scalino, che ci sia uno scivolamento laterale».E se il Bologna farà giocare Destro, con un maggior peso offensivo?«Non so se accadrà. In questo momento vedo Destro in ritardo rispetto a Palacio e Petkovic, per coinvolgimento e stato di forma. Lo stesso Petkovic, appunto, ora come ora è molto più funzionale all'impianto di gioco del Bologna. Poi, certo, Destro sta crescendo, il Bologna ne ha bisogno e lo aspetta»Che Bologna è?«La classifica è buona ma non deve ingannare, i rossoblù forse hanno raccolto qualcosina in più rispetto a quanto mostrato a livello di gioco. Ma è una squadra viva, pimpante, molto diversa rispetto alla scorsa stagione quando giocava solo in orizzontale: ora manovra più in verticale e più in velocità. I centrocampisti girano la palla, l'anno scorso la conducevano. I laterali e le mezzeali si inseriscono, la squadra guadagna metri, è un Bologna più stimolante da seguire. Inoltre il ritorno di Donsah ai livelli di due anni fa è importantissimo, lui è un giocatore che può rompere gli equilibri».La Spal può giocarsela?«Totalmente. Ha la velocità degli esterni e la sagacia tattica. Inoltre mi piace Viviani, è un vero regista, ha sapienza, fa correre le lepri e consente gli inserimenti di Schiattarella. La Spal, poi, ha grande euforia. Può succedere di tutto, il pronostico è aperto, faccio fatica a farne uno».A livello ambientale come percepisce il derby?«Sono stati venduti più biglietti rispetto alle gare con Napoli e Inter, e ciò fa capire che clima c'è. Io sono di Bologna, ma ragiono da amante del calcio e non da tifosa, non mi piace la rivalità: più squadre della regione sono in serie A e meglio è per tutto il movimento. Da giocatrice, poi, dico che un derby va al di là di tutto. Bologna-Spal non fa eccezione. Non sarà ai livelli di quello di Milano ma è attesissimo».