Il credito è in aumento nel settore manifatturiero

A giugno 2017 il valore complessivo dei prestiti concessi in provincia di Ferrara ha pressoché confermato la velocità di crescita rilevata nel primo trimestre dell'anno. In particolare crescono i prestiti alle imprese medio grandi e alle famiglie consumatrici. Per quest'ultimo comparto l'aumento trimestrale accelera di intensità. Il trend in contrazione dei finanziamenti per il settore delle imprese di minor dimensione non cambia invece di segno, con qualche segnale di rallentamento della caduta solo per il comparto delle «famiglie produttrici».Mentre a Ferrara i prestiti alle imprese hanno ricominciato a crescere già dall'inizio dell'anno, in Emilia-Romagna rimangono stazionari e l'unico settore che determina l'andamento positivo, quello dell'industria manifatturiera, cresce più che in regione. In provincia, le variazioni negative di costruzioni e servizi riducono il valore complessivo, rallentando così la crescita.Costruzioni. Nel secondo trimestre 2017, si confermano i valori registrati nel trimestre precedente, con indicatori in peggioramento per le costruzioni. Il tasso di ingresso in sofferenza risulta in generale inferiore al dato regionale. La percentuale di nuove sofferenze più alta si registra tra le imprese del settore edile.Manifatturiero. Le imprese ferraresi del settore manifatturiero considerano ancora insoddisfacente il rapporto con il credito. Tasso applicato, garanzie e costo complessivo del finanziamento risultano ancora inadeguate per più della metà del campione di imprese selezionato, con una differenza negativa del 15% rispetto al dato regionale. Ad essere soprattutto inadeguate sono garanzie e costo, ritenuto adeguato solo dal 43% del campione delle imprese manifatturiere. Anche in regione, il costo del finanziamento registra il grado di soddisfazione più basso tra le variabili prese in esame. Nel corso del 2017 la richiesta di credito da parte delle imprese Ferraresi è rimasta tendenzialmente stabile: solo il 20% dichiara di aver incrementato la domanda di finanziamenti nel corso dell'anno (percentuale di poco superiore al dato regionale e inferiore di un punto percentuale al dato dell'anno precedente). Se in regione più di un quarto del campione ha visto concesso in toto il credito richiesto, in provincia la percentuale è solo del 15%.Commercio. Tutti i parametri di accesso al credito per le imprese del commercio risultano adeguati per una quota del campione inferiore al dato regionale. In particolare per i tempi di accesso la percentuale si discosta dallo stesso indicatore regionale per 22 punti. Per più della metà del campione ferrarese risultano inadeguati. I tempi sono ritenuti adeguati per una percentuale inferiore anche rispetto al campione manifatturiero (42% per il commercio e 52% per la manifattura). Per i parametri di costo, le quote di adeguatezza rimangono inferiori a quelle regionali, ma le distanze si riducono. La differenza più significativa riguarda le garanzie richieste, che per il 58% del campione ferrarese sono ritenute inadeguate, contro il 48% del campione regionale. I tassi sono invece considerati adeguati per più della metà delle imprese intervistate. La richiesta di credito nel 2017 è rimasta tendenzialmente stabile: solo il 18% dichiara di aver incrementato la domanda di finanziamenti nel corso dell'anno percentuale di poco inferiore al dato regionale (21%) e al dato della manifattura ferrarese (20%). Elevata la quota delle imprese che non hanno fatto ricorso al credito, superiore alla percentuale regionale e di 10 punti percentuali superiore al corrispettivo dato manifatturiero.Depositi bancari. Prosegue il rallentamento della crescita dei depositi, pressoché confermati rispetto al trimestre precedente. L'andamento è determinato dal calo della componente delle famiglie, la cui incidenza è superiore all'80% del totale. Crescono invece i depositi delle imprese, trend rilevato anche in regione dove la variazione percentuale risulta più elevata. In Emilia-Romagna crescono anche i depositi delle famiglie. Calano anche i depositi con durata prestabilita o rimborsabili con preavviso (2.854 milioni di euro), che continuano a rappresentare, anche se in calo, una quota superiore rispetto alla regione (40,2% contro il 24,6%).L'Osservatorio della Camera di Commercio. Ancora una volta con il prezioso lavoro dell'Osservatorio dell'Economia della Camera di Commercio si ricavano utili elementi per approfondire la situazione nella nostra provincia. Una provincia che sta faticando e non poco ad uscire dalla crisi, ma che fa registrare qualche spiraglio positivo in alcuni settori, mentre in altri il segno meno campeggia ancora nelle statistiche. Dal credito segnali precisi.