Vitellio favorito unico Tre scenari alternativi

La deputata Emma Petitti (Pd) ha formalizzato le sue dimissioni alla Camera essendo entrata a far parte della squadra di Stefano Bonaccini come nuovo assessore regionale dell'Emilia Romagna al Bilancio. Ieri la giunta per le elezioni di Montecitorio ha preso atto della lettera con la quale Petitti rassegna le proprie dimissioni dal mandato parlamentare per via del nuovo ruolo di assessore nella giunta della Regione Emilia-Romagna. Al posto di Petitti, come accertato ieri dalla giunta per le elezioni, subentrerà quindi la ferrarese Paola Boldrini che era la candidata numero 15 nella lista del Partito Democratico per la circoscrizione dell'Emilia-Romagna. Potrebbe anche finire con una candidatura unitaria, il dopo-Calvano. Tramontata la possibilità di salire alla segreteria regionale, infatti, l'attuale numero uno del partito non si opporrebbe certo all'ascesa del suo principale collaboratore di questi anni, cioè il segretario organizzativo Luigi Vitellio. E partire da una posizione del genere è una quasi-garanzia di corsa solitaria e di successo, dentro il partitone. Vitellio è stato il primo a rompere il silenzio sul congresso, postando su Fb la bocciatura dell'idea di far votare il segretario alla vecchia assemblea provinciale, posizione non a caso ripresa da Calvano. Essere il capogruppo comunale lo blinda a livello cittadino, e anche tra i circoli della provincia è sicuramente più conosciuto di chiunque altro, cariche istituzionali a parte. Insomma, dipende solo da lui. È chiaro che lo schema di continuità totale può lasciare spazi per incursioni di scontenti e innovatori, tra i quali, però, è difficile annoverare ormai i renziani della prima ora. Al di là del trasloco romano di Luigi Marattin, ci sono le esperienze precedenti delle primarie 2012 e del freschissimo confronto nei circoli per le Regionali, a sconsigliare sfide. Eric Zaghini, bellicoso candidato anti-Calvano, finì ultimo nelle preferenze in quest'occasione, e ha lanciato segnali di ritirata. Simone Tassinari, vicesindaco di Sant'Agostino e tra le voci più forti del rinnovamento renziano, preferisce puntare sul percorso: «È sempre opportuno aprire il partito alla società civile, e quindi credo che, soprattutto dopo lo schiaffo delle Regionali, sarebbe importante consentire a tutti gli elettori di scegliere il segretario provinciale. Sono membro della segretaria provinciale, ne parleremo lì. Il lamento degli iscritti? Sono orgoglioso di avere la tessera, in un momento come questo è sufficiente dare un contributo fattivo al partito». Si proverà la battaglia per l'allargamento, insomma, ma il no preventivo di Calvano (vedi sopra) è raggelante e lascia pochi spazi ad una candidatura di area. Restano i "non allineati", cioè alcuni esponenti del Delta per molto tempo organizzati dall'ex assessore provinciale Davide Nardini, che si dice possano spingere una candidatura dell'ultimo sindaco di Migliaro, Luca Roverati. E i ferraresi legati a Girolamo Calò, il presidente del consiglio comunale. Calò è inquieto da tempo, in quanto contava in un ruolo più attivo, come un assessorato comunale, che però il sindaco Tiziano Tagliani non gli ha saputo garantire. Potrebbe quindi salire sul palcoscenico congressuale per guardare negli occhi i vertici del partito, Tagliani compreso, mettendo sul piatto della bilancia il credito acquisito a livello cittadino con gli anni di lavoro da presidente della circoscrizione 1, e facendo leva sul risultato poco entusiasmante ottenuto dal Pd alle Regionali. I segnali di nervosismo nel partito cittadino si erano già registrati mesi fa, con il mai del tutto chiarito blitz dell'assessore Aldo Modonesi alle primarie per le Regionali, durato pochi giorni. Quasi sicuramente non bastano malesseri incrociati per insidiare una candidatura Vitellio, ma certo un po' di chiarezza su questo fronte non guasterà a chi punta a governare il congresso. Senza considerare il fattore regionali: se per l'Emilia Romagna si troverà a correre anche un outsider come Roberto Balzani, non è esclusa una candidatura di traino sul provinciale.