Calvano e Fabbri subito primattori

Il primo atto del neonato consiglio regionale, ieri mattina alle 10 in via Aldo Moro, a Bologna, ha innescato subito una reazione a catena... a Bondeno. Accettando infatti l'elezione a consigliere regionale, con tanto di galloni da capogruppo, Alan Fabbri è decaduto da sindaco matildeo: per il passaggio di consegne al vice Cristina Coletti, comunque, servirà un consiglio comunale apposito, subito dopo l'Epifania. Mattinata movimentata, per via anche delle bandiere rosse del sindacato Usb, e accesa nel finale dalla polemica dell'M5S, rimasto fuori dall'ufficio di presidenza. Calvano e i grillini Paolo Calvano, il segretario provinciale Pd che esordiva nei panni di "regista" della nuova assemblea regionale (formalizzata la sua nomina a capogruppo dei 30 consiglieri democratici), ha comunque incassato quanto si proponeva: la nomina di Simonetta Saliera a presidente del consiglio al primo colpo, con la sola astensione dei grillini, e un clima collaborativo con il centrodestra. Sugli altri membri dell'Ufficio di presidenza, cioè Fabio Ranieri (Lega) e Ottavia Soncini (Pd) vicepresidenti, Yuri Torri (Sel) e Matteo Rancan (Lega) segretari e l'accoppiata Giorgio Pruccoli (Pd)-Tommaso Toti (Fdi) questori, si è invece consumata la frattura con M5S. «Siete democratici solo a parole» è stato l'affondo della capogruppo Giulia Gibertoni, dopo la bocciatura della loro candidata Silvia Piccinini. «Avremmo avuto i numeri per votarci l'intero Ufficio di presidenza - è stata la prima replica "politica" di Calvano - invece abbiamo lasciato il giusto spazio alle opposizioni. C'erano le condizioni per trovare una quadra più larga, se ci fosse stato un maggior impegno di tutti senza stare sempre in una campana di vetro della superiorità morale». E su questo ha incassato l'appoggio del governatore Bonaccini. Calvano ha lasciato invece intendere di guardare al congresso regionale Pd, per il quale era il candidato più accreditato, ormai con un certo distacco: «Mi auguro che il congresso, più che dai nomi, riparta dalle cose utili al partito. In questo caso non farò mancare il mio contributo, ma la mia attenzione ora è rivolta tutta a questa grande responsabilità». Fabbri e i grillini Esordio spavaldo per il leghista, che ha preso la parola in assemblea per motivare il sì a Saliera presidente, «per l'esperienza maturata», e ha confermato lo scarsissimo feeling con i grillini, che l'avevano accusato direttamente di scambio di favori con il Pd: «La democrazia prevede che si prendano i voti dei cittadini e non sul web e in base a quelli si viene in un'assemblea elettiva e si cerca di costruire qualcosa per il bene comune». La guida dell'opposizione di centrodestra è di fatto sua. Pettazzoni Non ha preso la parola il secondo consigliere leghista eletto in provincia, il centese Marco Pettazzoni, che però ha già fatto collezione di buoni propositi: «Tanta emozione, oggi, ma anche la consapevolezza di poter giocare un ruolo fondamentale per il nostro territorio, per terremotati e alluvionati. Collaborazione con il Pd? L'inizio non è stato male, certo se vorranno comandare loro e tutti gli altri non valgono un tubo, sarà opposizione dura». Zappaterra È già stata soprannominata "miss tweet" e in effetti nessuno, non solo tra i banchi dell'opposizione, ha potuto eguagliare il volume dei suoi cinquettii da via Aldo Moro: una trentina scarsa in meno di tre ore. «Non so se sono la più tecnologica, ancora non abbiamo nemmeno i compagni di banco - commenta con una risata l'ex presidente della Provincia - Siamo partiti bene, veloci, con i due leghisti abbiamo fatto la foto assieme e c'è stata una prima collaborazione, vedremo in seguito. La nostra provincia ha bisogno di lavoro comune, anche se non credo al 71esimo posto rifilatoci da ItaliaOggi». Da gennaio al lavoro per cambiare questa pagella. Stefano Ciervo ©RIPRODUZIONE RISERVATA