IL FERRARESE CONFINA CON L'EMILIA

Non che non venga svolta e praticata. Mi riferisco a quel genere di politica che ha la ventura e l'ambizione di allungare i suoi programmi oltre l'ordinario e l'amministrazione quotidiana, al rondò e al parcheggio, all'asfaltatura, al taglio del nastro e agli interventi in favore dell'assistenza sotto Natale o della sicurezza dentro la Gad. Ferrara non è città da salto in alto e neanche in lungo: è endemicamente altra rispetto al resto della regione, ha una geografia, una storia e un'antropologia tutte e solo sue. Ecco perché ha bisogno di politica per trapelare dalla sua collocazione marginale. Non me ne vogliano gli amministratori della città e degli altri 23 Comuni: loro sono un pezzo della politica a cui faccio riferimento. Essa è la costruzione e la gestione del futuro: lo connotano i sindaci, certo, ma anche altri elementi che da noi sono assolutamente fragili o inesistenti. Qualche esempio? Proprio quella non propensione ad investire, cioè di tenere i soldi in banca. Un immobilismo che incrocia la quasi impossibilità di ottenere credito dalle banche, proprio nel momento nel quale i destini della Carife sono in catalessi e incogniti. La debolezza delle infrastrutture. Un'agricoltura specializzata e un tessuto industriale esiguo. Il territorio fratturato fra terra e mare. Il 43° posto è qui che canta tutte le sue ragioni. Proprio a fronte del numero che ci è stato assegnato sulla maglia e di questa stagione di anemia e incertezza, Ferrara deve compiere quel salto in lungo e in alto. Il sindaco Tagliani l'aveva già prefigurato in estate attraverso la congiunzione non astrale con le province di riferimento per fare area vasta: Bologna, Modena e Reggio. Anche Unindustria ha optato per questo orientamento, mentre la Camera di commercio sta alla finestra. Ammetto che bisogna aspettare il 29 dicembre per immaginare qualche movimento: in quella data è stato convocato il primo consiglio della nuova Regione Emilia Romagna. Poi, non ci saranno più alibi, per nessuno, politici, imprenditori, funzionariato, categorie. Nuovo governo in Regione che conta 4 consiglieri ferraresi e Bianchi ormai confermato in giunta; nuova Provincia, novella giunta comunale a Ferrara e nella maggioranza dei municipi locali; nuovo presidente di Unindustria; nuovo presidente della Camera di commercio; novità imminenti per Carife. Se tutto è nuovo dovrà pur funzionare. Non ci sono più alibi. s.scansani@lanuovaferrara ©RIPRODUZIONE RISERVATA