«Noi, votati per governare e lo stiamo facendo bene»

COMACCHIO In riferimento agli interventi di Antonio Di Munno, capogruppo Il Faro/Forza Italia e di Maura Tomasi, ex candidata della Lega Nord, che chiedono un referendum sostenendo che l'attuale giunta è stata eletta con voti di M5S, di cui non fa più parte, giunge immediata la replica di Marco Fabbri. «I due esponenti politici denotano una certa miopia oltre che scarsa memoria - commenta il sindaco -, dato che il sottoscritto e tutto il gruppo candidatosi alle amministrative del 2012 con il simbolo del Movimento 5 Stelle ci hanno messo faccia, impegno e volontà, presentando un programma elettorale di chiara rottura con il passato e indirizzi che si stanno attuando gradualmente, nonostante le notorie ristrettezze di risorse nelle quali versano gli enti locali. Il riferimento a Beppe Grillo è inconsistente, dato che il fondatore del movimento non era candidato alle comunali di Comacchio, ma non sarebbe stato neppure candidabile, per mancanza dei requisiti tassativamente stabiliti dal non statuto dei 5 Stelle. Il sindaco e la lista di Comacchio Cinque Stelle sono stati democraticamente eletti ed a loro compete la responsabilità amministrativa della città, sulla base del suddetto programma votato dai comacchiesi che stiamo rispettando e portando avanti, facendoci anche carico di tematiche particolarmente sentite dalla popolazione e che non erano state inserite nello stesso, tra le quali cito il progetto della piscina e la realizzazione del polo museale del territorio. Abbiamo ereditato un Comune commissariato a causa dell'incapacità di governare della precedente amministrazione nella quale la Tomasi era vicesindaco, un'amministrazione ricordata soltanto per essere stata in carica poco più di un anno. Un'esperienza di governo assolutamente fallimentare, chiusa con le dimissioni dei consiglieri di minoranza e dei tre dissidenti interni alla maggioranza, che da tempo lamentavano sulla stampa locale il totale immobilismo dell'amministrazione. Questo commissariamento ha causato danni ingenti al Comune di Comacchio, rimasto ingessato per quasi due anni, un immobilismo che un Comune turistico non può permettersi e che è costato sforzi immani per recuperare il tempo perso». «Tomasi e Di Munno - continua - non possono inoltre non ricordare le dimissioni dell'allora assessore al turismo Gabriele Buzzi, pochi mesi dopo l'insediamento dell'amministrazione Carli. Probabilmente Buzzi è stato il solo che ha saputo metterci la faccia, gettando la spugna dopo essersi accorto che non c'era alcuna volontà di attuare un programma serio. Il voto di protesta e il commissariamento hanno caratterizzato anche il successo di Pizzarotti a Parma e la lealtà verso i propri cittadini non la si mostra gettandoli nel caos e bloccando tutto, bensì lavorando per loro. La realtà è che questa amministrazione sta per raggiungere risultati che chi invoca le dimissioni non ha mai lontanamente sperato». «Di Munno è stato eletto con un partito, il Pdl, sostenuto in campagna elettorale da persone come Lupi, le quali non fanno più parte del partito di provenienza, per poi entrare in Forza Italia e quindi anche lui dovrebbe dimettersi. Il consigliere del Pdl invoca la coerenza, tralasciando un particolare, il più rilevante e cioé che questa amministrazione ha coerentemente continuato ad amministrare una città sprofondata nell'immobilismo, per restituirle quella dignità che merita, assegnando centralità alla sue tradizioni storiche e culturali, valorizzando il suo patrimonio ambientale e rilanciando la sua immagine complessiva di realtà balneare - chiude Fabbri - con azioni di promo-commercializzazione che non hanno precedenti».