Renzi da Londra a Ferrara due piazze internazionali

di Marcello Pradarelli Dalla londinese Downing Street alla ferrarese Piazza Municipale cosa cambia? Niente. London è come Ferrara. Internazionale. Renzi - ieri Oltremanica e oggi di qua dal Po - è chiamato a dare le medesime risposte e a utilizzare analoghe arti diplomatiche. Nonostante le due realtà siano secate da meridiani diversi - il celeberrimo Greenwich contro l'anonima linea che passa da queste parti - si può sempre rimediare con i paralleli. Per esempio ieri Renzi si è congratulato con il primo ministro britannico David Cameron per il referendum che ha ancorato la Scozia al Regno Unito. Parallelamente il major di Ferrara Tiziano Tagliani si aspetta i complimenti per aver neutralizzato la forza centrifuga che spinge i braveheart di Comacchio verso altri lidi. Marco Fabbri, l'Alex Salmond della Laguna, nemmeno ha avuto bisogno del referendum per decidere che il Castello Estense è casa sua più del Mausoleo di Galla Placidia e che conviene fare la voce grossa nella Provincia di Ferrara piuttosto che elemosinare a Ravenna. E quando oggi alle 18 in Piazza Municipale Michael Braun del Die Tageszeitung o Irene Hernandez di El Mundo o più verosimilmente Ferdinando Giugliano del Financial Times chiederanno a Renzi se la City crede ancora che per l'Italia verrà mai il tempo della crescita, sappia il premier Renzi che un pezzo d'Italia che si chiama Ferrara attende che la Royal Bank of Scotland si pronunci su Commercio&Finanza;, la società di leasing che grava sulla Carife e che tuttora frena le offerte. Si sa che oggi parleranno d'altro. Di Hollande che vuole risalire nei sondaggi ripudiando l'austerity, dell'articolo 18 che se c'è o non c'è non cambia niente ma intanto ci si scanna per tenerlo o per svuotarlo, della maestra Merkel che è arrabbiata perchè nessuno fa più i compiti a casa. Ma sarà lo stesso come se parlassero di Ferrara. Perchè in un mondo sempre più piccolo tutto è realmente interconnesso, tutto si tiene se è vero - ed è vero - che un no o uno yes in gaelico possono avere riflessi sul sistema creditizio e sull'economia reale di una provincia italiana già molto piatta e ora molto piallata dalla crisi. Renzi rispondendo ai tre giornalisti stranieri risponderà anche a Ferrara. Dovrà rispondere - si fa per dire - anche ai contestatori locali: Rifondazione comunista s'è adontata perchè Internazionale ha violato la par condicio invitando il premier a Ferrara «alla vigilia delle elezioni regionali» che si terranno fra cinquanta giorni. I Fratelli d'Italia hanno preannunciato striscioni davanti al duomo su marò, terremoto, immigrazioni. Ma anche loro sono in tema. Appartengono alle ali estreme, non volano altissimo nelle elezioni, ma fanno pendant quantomeno con l'Aquilone che oggi Renzi inaugura. Tutto si tiene a questo mondo. Anche quel è provinciale a volte si veste (o traveste?) di internazionale.