«Pochi votanti? Ma solo il Pd dà voce ai cittadini»

Il Pd ha rifatto i conti. Nella fretta qualche cifra telefonata dai seggi era stata invertita tra Balzani e Bonaccini. Il riconteggio, fatto sulla base dei verbali, ha incrementato i voti di Stefano Bonaccini a scapito di quelli di Roberto Balzani. Per la precisione Bonaccini passa da 2.732 a 2.824 voti; la percentuale cambia da 69.9 a 72,3%. I voti di Balzani diminuiscono da 1.171 a 1.080 e la percentuale passa da 30,1 a 27,7%. Questi i dati definitivi a livello regionale: i votanti sono stati 58.120; i voti validi 57.036 (bianche e nulle 1.084). Bonaccini ha ottenuto 34.751 voti, pari al 60,9%; Balzani ha avuto 22.285 voti, pari al 39,1%. La scarsa affluenza alle primarie e il risultato superiore alle aspettative di Balzani sono i temi affrontati dal segretario del Pd Paolo Calvano in questa intervista. Quattromila votanti alle primarie regionali contro i 25mila dell'8 dicembre 2013 quando si votò per eleggere il nuovo segretario dopo Bersani (vinse Renzi contro Cuperlo), Significa che a Ferrara hanno votato poco più degli attuali iscitti al Pd. Cosa non ha funzionato? Chiaramente in una primaria di questa genere è mancato il traino nazionale, la promozione televisiva è stata di fatto assente. E anche l'informazione capillare non è stata incisiva, al di là del lavoro dei due comitati per Bonaccini e per Balzani non c'è stata informazione casa per casa. E poi e regionali non scaldano il cuore...Le primarie sempre e comunque non rischiano di stancare? Indubbiamente non sono primarie che hanno scaldato molto, si sono animate negli ultimi 10 giorni, ha inciso negativamente sulla partecipazione anche la voce secondo cui sarebbe stato calato il briscolone da Roma, quando invece il Pd dell'Emilia Romagna aveva scelto le primarie. Ha condizionato la partecipazione anche la notizia sull'indagine a carico di Richetti e Bonaccini. Ma questo non significa che le primarie regionali non vanno fatte. Direi piuttosto che ogni primaria ha la sua storia, proprio come ogni partita di calcio ha la sua storia. Il M5S intanto vi attacca. Il senatore grillino Nicola Morra dice che il crollo dell'affluenza è il sintomo che le balle di Renzi si stanno sgonfiando. Sono andate a votare 60 mila persone. Rispettiamole. Se fossero state di più sarei stato molto più contento, ma detto questo, pochi o tantissimi che siano i votanti delle primarie, noi siamo l'unico partito che dà la concreta possibilità ai cittadini di decidere i candidati. E lo facciamo alla luce del sole, non nel chiuso di una stanza davanti un computer come fa il M5S. Ricordo a Morra che alle loro regionalie avranno votato in 500 con una procedura che consente solo agli affezionatissimi di partecipare. Il loro è una specie di circolo chiuso, noi siamo un partito aperto alla società. Poi certo lo strumento primarie può essere migliorato, usato in modo più oculato, ma conserva la sua validità e efficacia. Balzani ha preso il 39% in Emilia Romagna, mentre ci si aspettavo che prendesse attorno al 30% come è avvenuto a Ferrara. Balzani ha fatto la campagna sparando su Bonaccini come uomo di apparato, membro dell'aristocrazia politica. Ha centrato il bersaglio o oggi basta sparare sui partiti, anche sul proprio, per prendere voti? In una competizione a due è insita la possibilità che un certo malcontento e posizioni molto critiche si concentrino su uno dei contendenti. Balzani ne ha beneficiato, ma non ha toccato, legittimamente del resto, solo questo argomento. Il suo 39% deriva anche da altre proposte e riflessioni sulle quali è giusto confrontarsi. Il risultato di Balzani, con cui mi complimento, mette in evidenza temi che Bonaccini avrò modo di recuperare. Perchè ora è al 23 novembre che dobbiamo guardare insieme per 23 vincere. Penso e spero che Bazani voglia dare contributo positivo per questo comune obiettivo. Balzani canta quasi vittoria e invoca il congresso regionale da fare in tempi rapidi. Il congresso ha un suo percorso naturale. Ci sarà nel nuovo anno, dopo le elezioni regionali. Marcello Pradarelli