«Dobbiamo salvare S. Anna e Medicina»

Otto i direttori di dipartimento che ieri hanno incontrato i giornalisti: Antonio Pastore, (Chirurgia specialistica), Massimo Gallerani (Dipartimento medico), Andrea Franchella (Riproduzione e accrescimento), Luciano Feggi (Diagnostica per immagini e Medicina di laboratorio), Antonio Cuneo (Medicina specialistica), Leo Massari, (Emergenza), Giorgio Cavallesco, (Dipartimento chirurgico), Paola Scanavacca (Dipartimento interaziendale farmaceutico). Assenti, ma concordi coi colleghi, Enrico Granieri, vicario del Dipartimento di Neuroscienze e Riabilitazione, e Francesco Avato, responsabile del Dipartimento interaziendale della Medicina legale. Tutti hanno assicurato ieri che «a partire dal 6 ottobre saranno ripristinati i posti letto che sono stati ridotti nel corso dell'estate». I 77 posti in meno sono stati uno dei motivi rivendicati dall'Anaao-Assomed per lo scontro aperto con la direzione generale. Alla fine è il prof. Antonio Pastore, direttore del Dipartimento di Chirurgia specialistica dell'ospedale Sant'Anna, a stringere i bulloni della conferenza stampa per lanciare il messaggio più forte. «Ormai è chiaro - riassume perentorio - che c'è un tentativo di svuotare l'azienda sanitaria e l'università (la Scuola di Medicina, ndr). Noi dobbiamo essere in grado di difenderle». E il pensiero corre a Bologna e all'Area Vasta che potrebbe ridurre la provincia estense a un satellite. Sono tutti d'accordo con Pastore nel Collegio di direzione, che riunisce i capi-dipartimento, ieri schierati al gran completo per rispondere, dopo mesi di silenzio, alle critiche e agli attacchi diretti contro la direzione dell'ospedale estense dai sindacati medici Anaao-Assomed e Cgil.Un appello chiaro, seguito da uno ancora più esplicito, che arriva sempre da Pastore: «Se non confermeranno il direttore Rinaldi o uno che come lui ha sostenuto in questi anni l'università sarà palese la volontà di affossare la sanità ferrarese». Una decisa serrata di scudi, quindi, a favore del vertice aziendale, prorogato fino ai primi mesi del 2015 per l'anticipo delle elezioni regionali ma finito nel mirino di un sondaggio interno dell'Anaao-Assomed al quale hanno partecipato 163 medici iscritti e che ha assegnato all'operato del dg un voto bassissimo: 3.6 su 10. «Messaggi strumentali - ribatte Massimo Gallerani, direttore del dipartimento medico - le domande dei sondaggi possono essere formulate in modo da condizionare il risultato». E su questo l'accordo è generale tra i direttori di dipartimento. Il Collegio di direzione l'ha anche scritto: basta trasmettere ai cittadini un'immagine di «conflittualità ed inefficienza» che in realtà «sottende problematiche di natura prettamente personale e di rilevanza assai limitata per la sanità pubblica». «Una cosa è l'attività sindacale, un'altra cosa è l'azienda nel suo complesso», insiste Gallerani. La nostra provincia, sottolinea Antonio Cuneo (Medicina specialistica), è allineata con i parametri nazionali che registrano un allungamento della vita media di 5 anni tra il 1985 e il 2009 e un raddoppio delle opportunità terapeutiche. Negli ultimi 5 anni però, ha ricordato Cuneo, l'università ha dovuto fronteggiare un calo consistente di risorse, tagli che negli ultimi 3 anni hanno colpito pesantemente anche il Servizio sanitario nazionale. «A Ferrara possiamo sostituire solo un operatore ogni 4 (per i vincoli sul turn over, ndr)», ricorda Luciano Feggi (Diagnostica per immagini). In un contesto di risorse che calano «diventa indispensabile - interviene Paola Scanavacca (Dipartimento interaziendale farmaceutico) - lo strumento territoriale delle reti cliniche», cioè l'interazione e coordinamento tra azienda ospedaliera e Asl. Ma Gallerani torna sul S. Anna: «Qui lavoriamo per trovare la migliore possibilità di cura per il paziente all'interno di condizioni non sempre facili. Le scelte operate finora non sono state dettate dall'alto ma sono state condivise nei dipartimenti e con tutti, non solo camici bianchi». In un ospedale dove lavorano 2500 operatori, tra cui 450 medici e circa 300 specializzandi, «la conflittualità è inevitabile e non è facile prendere decisioni che mettano d'accordo tutti». Andrea Franchella, vicepresidente del Collegio di direzione e direttore del Dipartimento Riproduzione e accrescimento, ricorda che «siamo comunque riusciti ad assumere 7 pediatri e a tutelare un punto nascita e un punto di primo soccorso pediatrico (ospedale del Delta)». La guardia pediatrica h24 al Delta? «Arriverà anche quella», assicura. Giorgio Cavallesco (Dipartimento chirurgico) ammette l'allungamento delle liste d'attesa per gli interventi, «ma è un effetto falsato dalle modalità di inserimento in lista dei pazienti». Su questo tema la Regione ha chiesto all'azienda S. Anna di ridurre i tempi di attesa per i tumori (come ha dichiarato più volte l'Anaao). «Polmone, mammella e colon rappresentano il 90% dei tumori operati - precisa Cavallesco - Stiamo creando appositi percorsi diagnostici: per mammella e polmone siamo a posto, presto ci occuperemo del colon». I direttori universitari sono favoriti rispetto ai primari ospedalieri? «In alcuni casi sono spariti i doppioni ospedalieri ma in altri, come in Neonatologia è stato l'ospedaliero ad avere la direzione», risponde Franchella. Basta fare differenze, è il senso, fra cartellini gialli (Unife) e rossi (ospedale). Leo Massari (Emergenza) ricorda: «Medicina a Ferrara resta se vengono conservati i posti letto su cui studiare. Qua comunque si possono concentrare nuove attività, c'è spazio per insediarne altri 120 di posti letto». Compreso, sembra, il San Giorgio, che punta al riconoscimento come Irccs. Per Roberto Balzani, che ha appena perso le primarie del centrosinistra in regione, il S. Anna è «un ospedale sovradimensionato». «È stato progettato 25 anni fa e si vede», commenta Cavallesco. Gioele Caccia