«Ospedale troppo grande e fuori città»

Prima un incontro quasi clandestino con i rappresentanti dei lavoratori (l'azienda Sant'Anna dice di aver appreso dell'iniziativa solo ieri mattina, dai giornali), poi il tour dell'ospedale assieme al sindacalista Enrico Franceschi (Uil-Fpl) e a un piccolo stuolo di accompagnatori, infine il faccia a faccia con i rappresentanti dei comitati civici e dei dipendenti dell'ospedale davanti all'ingresso degli ambulatori, all'esterno del polo di Cona. Un'oretta di immersione, ieri, nelle vicende della sanità ferrarese per Roberto Balzani, candidato alle primarie del centrosinistra per la presidenza della Regione. Per lo sfidante Stefano Bonaccini, anche lui candidato alle primarie in programma domenica prossima, l'ex sindaco di Forlì ha riservato una battuta tranchant: "E' l'erede di Vasco Errani". Che nel gergo di Balzani significa portabandiera di una continuità politica e amministrativa, che se anche ha gestito bene la Regione, non è riuscita ad aprire «un vero dibattito pubblico con i cittadini e a valutare la possibilità di compiere scelte diverse». Balzani indica Bonaccini come uomo del Palazzo e punta a far saltare i vecchi equilibri politico-burocratici. Con un occhio rivolto ancora allo sfidante ha ribadito: «Se faccio il presidente succede una rivoluzione». A cominciare dalla sanità, dove negli ultimi anni si sono tagliati posti letto e posti di lavoro. I punti di riferimento di Balzani-presidente, se sarà eletto, saranno «i territori, i cittadini, gli utenti e gli operatori». Questi ultimi incontrati ieri, attraverso i loro rappresentanti sindacali, durante un veloce giro dell'ospedale. Enrico Franceschi l'ha imbeccato (ma non è stato l'unico) sui «problemi» del polo sanitario, dal costo annuale del project financing che dai 23.6 milioni originari è quasi raddoppiato, come ha precisato lo stesso sindacalista, alla distanza dei parcheggi dagli ingressi del polo sanitario che crea disagi agli anziani, dalle difficoltà di parcheggio in alcune aree di sosta al gigantesco contenzioso economico con il gestore dei servizi no core (Prog.Este), dalle difficoltà di orientamento lamentate dagli utenti negli spostamenti tra un reparto e l'altro ai problemi di costruzione, alle inchieste, alle infiltrazioni d'acqua, alla necessità di dover salire «al primo piano per spostarsi dall'ingresso principale al pronto soccorso». Davanti agli operatori e ai giornalisti, conclusa la visita in corsia, Balzani non è stato morbido con il polo di Cona: «Non si può costruire un ospedale nell'interesse del mattone - ha detto - L'ospedale deve fare il bene della popolazione, i costi in più significano servizi in meno per i cittadini. In Regione è mancata una verifica dell'efficacia della spesa, se in Emilia-Romagna continuano a nascere comitati e gruppi civici qualche ragione ci sarà. I cittadini temono che le decisioni vengano prese in posti strani, riservati». Di certo la scelta di spostare il nuovo S. Anna ha prodotto «un ospedale sovradimensionato e collocato fuori dalla progettazione urbana. Basta con la cantilena che tutto è bellissimo e va benissimo», ha commentato. Sul project financing, Balzani ha lasciato aperta una porta ad eventuali sviluppi futuri: «Decideremo insieme come organizzare questo debito», ha annunciato. La Fp-Cgil, attraverso Michela Venturi e Marco Blanzieri, gli ha chiesto un impegno sul rinnovo dei contratti e sulla lotta al precariato («il piano assunzioni non prevede infermieri, tecnici di laboratorio e fisioterapisti a tempo indeterminato, ogni volta che scade un contratto bisogna ricominciare la formazione da capo»). Questo sarà «uno dei primi nodi da sciogliere per l'assistenza nella prospettiva di ricostituire un sistema minimamente civile», ha assicurato Balzani. L'Anaao-Assomed gli ha rappresentato le difficoltà degli utenti e del personale in un'azienda sanitaria «sempre più sguarnita di posti letto». «Tagli ne sono già stati fatti abbastanza», ha replicato il candidato Pd. Balzani era accompagnato da uno dei supporters ferraresi, Riccardo Forni. Al faccia a faccia hanno partecipato anche alcuni esponenti di comitati giunti da Porretta Terme e dal Basso Ferrarese (Salvaguardia Ospedale del Delta).