Il ritorno in campo di Bonaccini: ho già cambiato l'Emilia

Dopo il malore e il ricovero di qualche giorno fa, Stefano Bonaccini è tornato in campo: «Sto bene, grazie. Solo un po' di spavento e di stanchezza. Sono a pieno regime». Lo si scopre quando ieri sera alla festa del Psi a Ravalle risponde a muso duro a Roberto Balzani, suo avversario alle primarie per le regionali, che in città 24 ore prima lo aveva bollato come esponente di un ceto politico che intende perpetuarsi all'infinito. «É una polemica basata sul nulla - ribatte il segretario regionale del Pd-. Mai come in questi anni di questa mia dirigenza sono cambiati tanti amministratori sul territorio, il 70%. Nell'ultima tornata elettorale il centrosinistra ha vinto nell'85% dei Comuni che sono andati al voto. Se qualcuno vuol dire che questa Regione è male amministrata, saranno i cittadini a dirsi che si sbaglia». Poi una stoccata di ordine personale a Balzani: «Lo avevo invitato a ricandidarsi a sindaco di Forlì: mi ha detto che non lo faceva per motivi di lavoro, deve aver cambiato idea. Credo poi di conoscere meglio di lui il territorio, io davvero l'ho girato tutto; non sono un burocrate, ho fatto l'amministratore per ben 13 anni». Bonaccini non si è ritirato dalla gara per la presidenza della Regione dopo il recente avviso di garanzia: «Ho piena fiducia nella magistratura - spiega - e penso di aver portato loro degli elementi validi che testimoniano la mia piena correttezza: in ballo ci sono appena 200 euro di rimborsi al mese, tutti dovuti all'attività amministrativa, niente per me personalmente». Detto dello stato di salute e delle indagini che lo vedono coinvolto, ecco le due priorità nel programma di Bonaccini: il lavoro «perché dobbiamo tornare alla piena occupazione, grazie a una maggiore competitività del sistema regionale, puntando a una nuova stagione della manifattura, politiche industriali e sostegno al turismo»; poi la burocrazia «che deve tendere a zero: istituirò un ufficio - dice Bonaccini - che si occuperà di revisionare integralmente l'intera legislazione regionale. Secondo me c'è spazio per togliere alcune leggi». Un sostegno convinto alla candidatura di Bonaccini arriva proprio dal Psi: «Un sostegno deciso in tempi non sospetti - spiega il segretario nazionale Riccardo Nencini -. C'è bisogno di un segnale di novità, partendo dall'esperienza positiva di Vasco Errani. Una modernizzazione e un cambio anche in termini anagrafici». Nencini ha anticipato che i socialisti correranno alle elezioni regionali all'interno di una lista civico-riformista. Fabio Terminali