Il rebus Modonesi rinviato alla notte

Il rebus Modonesi probabilmente si è risolto nella notte, durante i lavori della direzione del Pd. Ieri erano in molti a scommettere che l'appello del sindaco Tagliani a non lasciare la giunta comunale e il "ponte levatoio" che Calvano si apprestava a calare in serata col discorso in direzione avrebbero potuto fare breccia nell'irritazione mostrata dall'assessore ai Lavori pubblici. Ma l'incognita sul ritiro della candidatura, ieri alle 22.30, non era ancora sciolta. Da quanto si è appreso il segretario provinciale Paolo Calvano ha cercato di ricucire il più possibile il tessuto del partito, un po' sfibrato dalle ultime vicende (anche giudiziarie) legate allo svolgimento anticipato delle elezioni regionali. Calvano avrebbe sottolineato che è innegabile la necessità di approfondire la discussione e la riflessione sulla situazione dell'Emilia Romagna alla luce del prossimo appuntamento elettorale. In questa ottica avrebbe riconosciuto il valore delle questioni poste da Modonesi (e non solo da lui) sgombrando il campo dai sospetti che dietro alcune scelte di visibilità si nascondano motivazioni personali. Per quanto riguarda il percorso delle primarie non sarebbero previste novità. Calvano non ha dimenticato che nel Pd c'è stato chi ha provato ad azzerare la situazione prima e dopo che si sapesse delle indagini su Richetti e Bonaccini. Ora però il discorso è chiuso - questo il ragionamento che il segretario avrebbe esposto ai componenti della direzione - tanto più dopo che Renzi ha sancito che saranno i cittadini dell'Emilia Romagna a scegliere il candidato alla presidenza della Regione. Il che equivale in qualche modo marcare un passo indietro del partito, dando voce agli iscritti e agli elettori che parteciperanno alle primarie Pd, in attesa che la magistratura dica la sua, passaggio quest'ultimo che potrebbe richiedere qualche tempo.La data del 28 settembre, quindi, non dovrebbe essere messa in discussione. Quel che avverrà dopo dipenderà anche dagli eventuali sviluppi giudiziari, se ce ne saranno, tra la data delle primarie e la chiamata alle urne di novembre. Intanto l'outsider Roberto Balzani, candidato alle primarie del Pd per le elezioni regionali, punta il dito contro la «strana» direzione regionale del Pd convocata per il 18 settembre. «I giornalisti hanno informato me e la mia segreteria territoriale che giovedì alle 18 si terrà una direzione regionale del Pd, con l'odg presunto: ‘Situazione regionale'. Ma perchè? Non ci sono le primarie?», si è chiesto l'ex sindaco di Forlì, che ha attaccato: «Perchè adesso e non dieci o quindici giorni fa?» Poi la chiamata in causa del suo sfidante: «Chiedo a Stefano Bonaccini, a Paolo Calvano e a tutti coloro che dirigono il partito regionale di confrontarsi col sottoscritto prima di assumere decisioni di qualunque tipo che potrebbero danneggiare i miei diritti legittimi di candidato». Calvano, che è anche coordinatore dei segretari provinciali dell'Emilia Romagna, gli ha risposto nella mattinata di ieri a stretto giro di posta citando l'opera di Shakespeare "Tanto rumore per nulla", «visto che a Balzani piacciono le citazioni». «La richiesta di questa direzione regionale è arrivata dal nostro gruppo parlamentare e dai consiglieri regionali, tra cui ci sono anche esponenti che sostengono la candidatura di Balzani - ha dichiarato Calvano - una richiesta dunque assolutamente trasparente e trasversale». Calvano ha invitato Balzani a non fare «polemica su questo» quando «abbiamo fin dall'inizio messo in campo regole sulle primarie anche per dare una mano a Balzani» che era già in campo ma doveva raccogliere le firme necessarie (sono state usate le regole più agevoli della coalizione invece che quelle per le primarie Pd).