Tagliani a Modonesi: «Caro Aldo è meglio se rimani in giunta»

di Marcello Pradarelli Ieri due casi si sono risolti nel Partito Democratico. Stefano Bonaccini in serata è stato dimesso dal Policlinico di Modena dove era sotto osservazione da 24 ore per un malore da sovraffaticamento. Aldo Modonesi, nel primo pomeriggio, è stato di fatto dimesso da autocandidato al consiglio regionale. La seconda pratica è stata smistata dal sindaco Tagliani, che ha confezionato un salomonico comunicato. A Modonesi riconosce di aver posto una questione politica tutt'altro che peregrina motivando l'autocandidatura, ma gli dice soprattutto che deve rimanere al proprio posto in giunta. Il monito. La nota del sindaco è anche un ammonimento a chi intendesse continuare a fare del casino: «Lo spirito delle primarie - scrive Tagliani è quello di misurarci con le aspettative dei cittadini ed in questo momento sono le amministrazioni il miglior termometro della salute del partito democratico e non viceversa». Traduzione: chi per qualsiasi motivo fa del male alla giunta comunale o la mette, volente o nolente, alla berlina, danneggia il Pd. E rischia di danneggiare se stesso, perchè il sindaco non ha intenzione di diventare matto per soddisfare ogni aspirazione, ogni sia pur legittima ambizione se questa va a incrinare il rapporto di fiducia tra la giunta Tagliani e i cittadini. I tempi di attesa. Tagliani chiede ai chi scalpita una dosedi santa pazienza e un minimo di comprensione. La fase è delicata, ci sono diverse questioni da sistemare e non tutte dipendono da Ferrara. Una questione è la Provincia riformata che per gran parte ricadrà sulle spalle di Tagliani. L'altra è la Regione e gli assetti di governo che si determineranno dopo il voto del 23 novembre. Bonaccini, che è il favorito per le primarie del 28 settembre, a meno di sconquassi politici e giudiziari, dovrebbe essere il prossimo presidente della Regione. È ancora presto per sapere quale ferrarese finirà nella giunta regionale e solo dopo si potrà mettere mano alla giunta comunale. È probabile che Tagliani non rimpiazzi subito nemmeno Marattin, che da un giorno all'altro andrà a dare una mano a Renzi sui conti dello Stato. Ad interim. L'assessorato al bilancio se lo accollerà provvisoriamente il sindaco; l'unica reale urgenza è quella del bilancio di previsione 2015 che da alcuni anni viene approntato e approvato prima del 31 dicembre. Marattin prima di prendere il treno per Roma dovrà impostarlo a beneficio di Tagliani e di chi prenderà il suo posto. La camomilla. Il comunicato di Tagliani non è stato un fulmine a ciel sereno per Modonesi. I due si sono parlati in questi giorni e un chiarimento di fondo per trovare una onorevole via d'uscita c'è sicuramente stato. Anche il segretario del Pd Paolo Calvano era in attesa di qualche camomilla dopo la grande agitazione che ha percorso il Pd negli ultimi giorni. Tagliani l'ha somministrata. Stasera è convocata la direzione del partito per discutere delle elezioni regionali; avrebbe dovuto affrontare anche il caso Modonesi. La discussione sull'accettare o no un'autocandidatura pervenuta con un'ora e mezza di ritardi rischiava di lacerare il Pd. Il dolce diktat di Tagliani («preferirei che Aldo continuasse ad assicurare alla giunta il suo contributo») ha messo al riparo Calvano e i suoi da ulteriori fibrillazioni. I quattro. A questo punto - dando per altamente probabile che Modonesi esaudisca i desideri del sindaco - la consultazione dei circoli per scegliere i quattro candidati (2 uomini e 2 donne) al consiglio regionale si semplifica. Restano in campo due donne, Irene Tagliani e Marcella Zappaterra, e tre uomini: Paolo Calvano, l'ousider Michele Rubbini, Eric Zaghini. Balzani a Ferrara. Domani sarà in città Roberto Balzani, l'ex sindaco di Forlì (2009-2014) che si è candidato per primo alle primarie per scegliere il candidato presidente alle elezioni regionali. L'incontro pubblico "Tutta un'altra storia" si terrà alle 18 a Palazzo Scroffa, in via Terranuova 25, a due passi dalla chiesa di San Francesco.