Pd, nuove regole per le primarie

Basteranno le firme del 3% degli iscritti Pd (circa 2.250 persone) oppure del 10% dei componenti dell'assemblea regionale dei democratici (25-26) per candidarsi alle primarie per la presidenza della Regione. Lo ha deciso ieri sera la direzione regionale del Pd che ha accolto la proposta presentata dal segretario regionale Stefano Bonaccini con il conforto del coordinamento. La soglia di accesso per presentarsi alle primarie è stata notevolmente abbassata: lo statuto prevedeva che per candidarsi fosse necessario raccogliere il 20% delle firme degli iscritti (15-16mila) o il 35% delle firme dei componenti dell'assemblea regionale del Pd (87-88). La revisione delle regole delle primarie va incontro alle richieste provenienti in particolare dal deputato modenese Matteo Richetti (ex presidente del consiglio regionale) e da Roberto Balzani, che è stato sindaco di Forli fino a maggio scorso. Ma anche in altri ambienti del Pd si riteneva troppo alta l'asticella da superare per accedere alle primarie, uno sbarramento che andava a vantaggio di chi ha il controllo del partito e quindi di Bonaccini e del suo entourage. Ora lo stesso Bonaccini ha abbassato l'asticella - forse anche al di sotto di quanto si aspettassero i suoi potenziali concorrenti nella corsa alla presidenza della Regione. Bonaccini, però, non ha ancora dette se si candiderà: «lo farò «un minuto dopo» che saranno definite le regole con i partiti della coalizione di centrosinistra. Questione di giorni. Ha chiesto anche agli altri (tra i quali potrebbe esserci anche il ferrarese Patrizio Bianchi) di fare come lui, «di aspettare dopo che abbiamo scritto le regole con gli altri. In questo momento io faccio l'arbitro - ha detto riferendosi alla sua candidatura - se mi candiderò un minuto dopo l'arbitro lo farà qualcun altro». Le primarie dovrebbe tenersi il 21 o il 28 settembre; le elelzioni il 16 o il 23 novembre.