Storia di Ferrara (LXXXI puntata): Niccolò recupera Vignola

Giovanni da Barbiano teneva in Vignola, terra sottratta al dominio Estense, una banda di milleduecento venturieri che impiegava in soventi scorrerie, nei territori del bolognese e del modenese senza risparmiare l'onore delle donne. Il Comune della città di Bologna e il Consiglio di reggenza dello stato di Ferrara, esausti di queste angherie, unirono le loro forze in un unico esercito acquartierarandolo a Spilamberto per meglio osservare i movimenti del barbianese. Il 10 marzo 1399 felsinei e ferraresi attaccarono di sorpresa le truppe del Barbiano mentre esse disponevano alcuni spostamenti. Con poche perdite la compagnia di masnadieri fu sgominata, caddero in mano agli alleati emiliani il conte di Barbiano, il figlio Ludovico da Zagonara, il conte Bandezato, il Lipaccio e il Conselice,un figlio bastardo del Barbiano con quasi tutta la loro milizia.Il Conte Ludovico di Barbiano morì di morte naturale nelle carceri bolognesi. A Giovanni da Barbiano, al Lipaccio, al Badenzato e al Conselice fu tagliata la testa sulla pubblica piazza felsinea. Molti storici insinuano che queste esecuzioni siano state istigate da Astorgio Manfredi signore di Faenza. In mano ferrarese rimase il conte Manfredo da Barbiano che Filippo da Pisa, comandante delle truppe di Niccolo d'Este, fece imprigionare nelle carceri di Modena. Alberico da Barbiano, fratello di Giovanni, meglio conosciuto come il gran Contestabile, abbandonò il napoletano per vendicare il fratello. Attraversa l'Abruzzo, evita la città di Fano, passa per Rimini e attacca Faenza, qui bruciò i raccolti e fece razzie di bestiame, scorrendo in lungo e in largo l'intero contado faentino. Astorgio Manfredi, inferiore di forze, evitò ogni occasione di battaglia campale. Occupò Fusignano poi, con Pino Ordelaffi assediò Faenza e devastò il bolognese. In questo frangente il marchese di Ferrara, approfittando della morte di Giovanni da Barbiano, inviò il suo esercito formato dalle compagnie di ventura di Filippo da Pisa, Francesco Buzzaccarini, Giovanni Malvicini, Tommasino Crivelli, Tommaso da Castello e Giovanni da Ischia, assediò la città di Vignola e la costrinse alla resa. Graziano Gruppioni