Camera di commercio da salvare

I sindacati si mobilitano per la salvezza della Camera di commercio. Ieri mattina Cgil, Cisl e Uil hanno piantato bandiere e cartelli di fronte alla sede camerale di largo Castello, come presidio locale della manifestazione nazionale che si stava tenendo a Roma con la partecipazione, tra gli altri, di una decina di attivisti ferraresi. «Siamo fortemente contrari al decreto che taglia i finanziamenti alle Camere di commercio, riducendone tra l'altro il numero a 20 a livello nazionale, in pratica una a provincia - riassume Claudia Canella (Cisl funzione pubblica) - In un territorio come il nostro già in grande difficoltà, indebolire i servizi alle imprese diventa un elemento di criticità. Ad essere penalizzate saranno soprattutto le piccole e piccolissime aziende: dubitiamo che la signora intenzionata ad aprire un negozio di fiori voglia, un domani, andare fino a Bologna per essere assistita nelle pratiche, mentre avere il servizio in città è un incentivo». Al decreto si oppongono fieramente il sistema camerale e molte associazioni imprenditoriali, tanto che una ricerca Cgia Mestre parla di un aggravio per le casse dello Stato di 167 milioni e di un effetto recessivo pari allo 0,2% del valore aggiunto nazionale. Intanto il parlamentare forlivese del Pd, Marco Di Maio, boccia la fusione tra le Camere di Ferrara e della Romagna: meglio concentrarsi su Forlì, Rimini e Ravenna, dice, a differenza di quanto sostiene Unioncamere regionale.