Nibali, terza perla e allungo in giallo nel giorno dei ricordi

PARIGI Come Gimondi nel 1965, meglio di Pantani nel 1998: Vincenzo Nibali è sempre più il padrone del Tour de France. Nel primo dei due arrivi alpini, ai 1.730 metri di Chamrousse, il campione siciliano arriva da solo a braccia alzate al termine di un'azione perentoria cominciata quando mancavano 6,7 km all'arrivo. A uno a uno, tutti i rivali del siciliano hanno dovuto cedere il passo alla maglia gialla che, mettendo la firma sotto la terza vittoria di tappa, ha consolidato il vantaggio in classifica. Un trionfo tutto italiano nel giorno del mito Bartali, di cui ieri ricorreva il centenario dalla nascita, ma col pensiero rivolto al povero Fabio Casartelli che, proprio un 18 luglio di 19 anni fa, perse la vita uscendo di strada. «Ero piccolo - dice la maglia gialla al termine - ma ricordo bene quell'evento. È stata una vittoria bellissima ma aver vinto nel giorno del suo anniversario è qualcosa di speciale». Il caldo, con punte di 35 gradi, è stato uno dei protagonisti della 13a tappa, partita da Saint Etienne, e caratterizzata dalla fuga che ha avuto per protagonista l'italiano della Cannondale Alessandro De Marchi, prima assieme ad altri otto corridori e poi da solo. Il sogno di arrivare per primo al traguardo per lui si è spento a 13 km dall'arrivo. Nibali a lungo ha controllato la gara rimanendo in testa al gruppo. Nonostante il siciliano abbia perso per strada diversi uomini della sua squadra, dovendo rinunciare a Scarponi non appena la strada si è fatta impervia, e successivamente a Fugslang, autore di un fuori strada per una borraccia di troppo. Quindi a Westra e Kangert, l'ultimo dell'Astana a mollare. Ma il campione d'Italia a quel punto, mancavano meno di 15 km al traguardo, non aveva più bisogno di loro. A 10 km dal traguardo, con Majka e Konig davanti per un gruzzolo di secondi, la gara si accende. Valverde tenta lo scatto ma Nibali c'è e lo va a riprendere di persona. I 18 km di salita che conducono a Chamrousse fanno una vittima eccellente, l'australiano Richie Porte che si stacca. Valverde sta a ruota ma non può nulla quando il campione italiano parte dando il via al suo monologo. È un crescendo cui non riescono a opporsi neanche Majka e Konig, ripresi e lasciati sul posto. All'arrivo Nibali li precede di 10 e 11 secondi. Valverde arriva staccato di 50''. Ora in classifica il messinese vanta 3' 37'' sullo spagnolo, e 4'24'' sul francese Bardet, terzo. L'italiano aggiunge alla maglia gialla anche la maglia a pois che premia gli scalatori. Oggi la seconda tappa alpina con il temibile Izoard da scalare. Un altro ostacolo lungo la strada del successo: «È ancora dura - ammette Nibali - prima della fine ci sono ancora tante montagne e già domani (oggi, ndr) sarà dura».