LXXV Puntata Francesco d'Este Ultima parte

Nell'aprile del 1360 Giovanni Visconti da Oleggio cede Bologna ai pontifici. Francesco D'Este incalzato dal cardinale Egidio Albornoz, comandante delle truppe papali, nonostante che sia stato raggiunto da Anichino di Baumgarten è costretto a ritirarsi presso Castelfranco Emilia. Qui si unisce a Bernabò Visconti e Francesco Ordelaffi; espugna il castello di Piumazzo, devasta Borgo Panigale e si appropria di Monteveglio e Zappolino. Nella primavera del 1361 il Visconti ritorna a Milano, Francesco d'Este rimane sul Reno, mentre Francesco Ordelaffi impegna Bologna e la Romagna guerreggiando nelle vicinanze di Lugo. L'estense, ormai solo, viene sconfitto e fatto prigioniero dall'Albornoz nella battaglia di San Ruffillo.. Passa al servizio dei pontifici e gli è concesso per dieci anni il governo di Nonantola e di Bazzano. Nel 1367 con Gian Galeazzo Visconti attacca in Asti Ottone di Brunswick, Ruggero e Ambrogio Visconti, Giovanni Acuto e Jacopo dal Verme. Battuto si unisce ancora con l'Acuto eAmbrogio Visconti per sfidare a battaglia il conte di Savoia, il re di Maiorca ed il principe di Galilea: lo scontro non ha luogo perché i tre capitani discordano la scelta del terreno. Agli iunizi del 1373 Si collega con Corrado Lando per contrastare nel piacentino i pontifici capitanati da Giovanni Acuto e da Dondaccio da Piacenza. In marzo si impadronisce e distrugge il castello di Larzano. Prosegue a depredare il piacentino, si sposta nel bresciano,coglie di sorpresa a Montichiari le milizie capitanate da Ottone di Brunswick e dal conte Amedeo di Savoia: nel combattimento vi sono 700 morti e fra i nemici sono catturati più di 500 cavalli. Giorni dopo è a sua volta sconfitto e fatto prigioniero dall'Acuto a Gavardo. Niccolò d'Este paga la sua taglia. Libero si stabilisce a Milano ove muore nel dicembre del 1384. Le sue spoglie riposano a Milano nella chiesa di Sant'Eustorgio fuori Porta Ticinese. Francesco d'Este fu un uomo di grande fierezza e reputazione a volte, crudele col nemico(Litta). Graziano Gruppioni