Ubi, Bazoli «sorpreso»: io corretto

MILANO Giovanni Bazoli respinge l'accusa di aver manovrato le nomine al vertice di Ubi Banca con un patto occulto, tenuto nascosto a Consob e Bankitalia. All'indomani della bufera sollevata dalle perquisizioni della procura di Bergamo nell'inchiesta che lo vede indagato con esponenti di primo piano dell'istituto bergamasco, il banchiere si dice «profondamente sorpreso». E lo stupore, spiega, è legato alla convinzione di essersi sempre mosso «in totale e leale osservanza delle regole e delle leggi». In Borsa intanto trema Ubi e archivia con un ribasso del 7,7% una giornata nera per l'intero listino: è il secondo peggior risultato (dietro Mediaset) nell'indice principale. Il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo aveva affidato mercoledì al suo legale il compito di dichiarare che «gli accordi che hanno dato vita a Ubi» così come «tutti i successivi sono stati recepiti negli statuti e in atti ufficiali debitamente comunicati». Ieri il professore bresciano si è difeso da solo. «Ho sempre rispettato e difeso la magistratura - ha sostenuto Bazoli, avvicinato all'ingresso alla riunione del Cda del Teatro alla Scala - e per coerenza devo quindi rispettarla anche nel momento in cui vengo interessato da un provvedimento che mi sorprende profondamente, avendo io sempre testimoniato nella mia vita e nei miei comportamenti una totale e leale osservanza delle regole e delle leggi». Parole che non impediscono all'Adusbef di chiedere le sue dimissioni da Intesa Sanpaolo.