Altri dieci profughi africani arrivati in città

Sono arrivati l'altro pomeriggio, senza troppo clamore, e hanno subito fatto accurati accertamenti sanitari all'ex ospedale Sant'Anna, che è diventata la base di riferimento per tutti i nuovi arrivi. Altri dieci giovani africani vanno ad ingrossare il plotone dei rifugiati della nuova ondata, che passano per le coste siciliane per raggiungere i paesi europei. Tutti sani e sotto controllo medico. «Gli accertamenti sanitari sono rigorosissimi e il monitoraggio continua anche dopo, non per nulla la prima tappa dei rifugiati in città è sempre all'ex Sant'Anna» tiene a sottolineare l'assessore Chiara Sapigni, anche in riferimento agli allarmismi suscitati dalla diffusione al di fuori dei confini dei paesi centrafricani di virus letali come Ebola. I giovani africani, la maggioranza dei quali provenienti dal Mali, altri dal Ghana e dal Gambia, tutti maschi almeno 18enni, sono stati poi smistati nei centri di accoglienza di città e provincia. Con questi freschi arrivi sale a 120 il numero dei rifugiati della nuova ondata in provincia di Ferrara: dopo i primi 40, ci sono stati altri due contingenti di 50 e 20 persone. Un dato indicativo è il fatto che 90 dei 110 arrivati nelle scorse settimane è ancora sul territorio ferrarese, mentre ad esempio a Rimini e Reggio Emilia sono la metà. Questa indicazione, assieme all'esclusione dei territori del cratere del sisma, ha portato la Regione a decidere un impegno minore in questa tornata della provincia di Ferrara, considerato che a livello emiliano-romagnolo sono stati 400 i nuovi arrivi. «Il tavolo di coordinamento regionale che si è riunito a Bologna qualche giorno fa ha sviluppato una collaborazione soddisfacente tra i territori» sottolinea l'assessore. Va ribadito che i costi per l'accoglienza di queste persone, molte delle quali si apprestano a fare richiesta di asilo politico, sono totalmente a carico del ministero dell'Interno. A Ferrara e provincia non ci sono stati fino ad oggi esigenze particolari collegate a questi arrivi, in quanto nei gruppi non c'erano mai donne nè bambini e neppure, appunto, persone in stato di salute in grado di destare allarmi di tipo sanitario. È il coordinamento dell'Asp a gestire l'ospitalità che, almeno nella prima fase, sarà limitata alle strutture del Ferrarese. E la macchina dev'essere ben oliata, perché altri arrivi sono scontati. (s.c.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA