«Ci attaccano, diamo fastidio ai poteri forti»

«Quegli applausi sono stati strumentalizzati, travisati, ideologicamente falsificati, forse anche perché il Sap ha portato e porta avanti, in solitaria, battaglie importanti contro la chiusura dei presidi di polizia, per l'unificazione delle forze dell'ordine e tanto altro, che sicuramente hanno dato "fastidio" a certi ambienti e certi poteri…». Nel giorno della Festa della polizia, celebrato ieri nel palazzo della questura, il sindacato Sap (al centro di una polemica nazionale per gli applausi tributati a tre dei quattro agenti di polizia condannati per il caso Aldrovandi durante il congresso svolto a Rimini) torna a ribadire la propria posizione. «Noi di Ferrara - è scritto in un comunicato firmato dal segretario provinciale Luca Caprini - a Rimini c'eravamo e abbiamo applaudito e apprezzato la relazione del neo segretario generale del Sap, Gianni Tonelli, che ha illustrato proposte concrete per la sicurezza dei cittadini e dei poliziotti, come la presenza di magistrati in strada in ordine pubblico e telecamere sui caschi». «Quegli applausi - sottolinea il Sap - sono stati strumentalizzati, travisati, ideologicamente falsificati, da chi – per fortuna pochi, ma potenti! – odia le donne e gli uomini in divisa, è convinto nel profondo del proprio animo che poliziotti e carabinieri siano soltanto degli energumeni picchiatori, dimenticando volutamente e pervicacemente il sacrificio quotidiano degli eroi di tutti i giorni». Il questore ieri non è ufficialmente intervenuto sul caso («per noi continua a parlare il capo della polizia», ha detto ai cronisti). Per Caprini «gli operatori delle forze dell'ordine sono stanchi di essere umiliati e offesi». L'invito rivolto alle «autorità, istituzioni e politica» è di «non trascurare il malessere dei servitori dello Stato». L'avviso è chiaro: «La corda, troppo a lunga tirata - conclude Caprini - rischia di spezzarsi». Intanto si apre un altro versante. Le immagini trasmesse dai principali Tg e quotidiani nazionali «sono "taroccate" - scrive il Sap sul suo sito - e noi siamo in possesso dei video che lo provano». Sul sito compare una nota dove si afferma che si tratta di «una mistificazione operata da quasi tutti i media ed in particolare da "mamma Rai" con la sua ammiraglia Tg1 che pervicacemente, per cinque giorni, ha trasmesso le immagini e video realizzati da una propria troupe durante la parte pubblica del congresso. Gli applausi "contestati", com'è noto, si riferiscono invece ad una parte interna e privata del convegno, non sono durati cinque minuti ma una trentina di secondi e non si è trattato di una standing ovation». Il Sap avrebbe chiesto a più riprese una rettifica alla Rai, senza ottenere risultati.