Gli accordi con quello della "cupola"

di Daniele Predieri L'inchiesta sulla Servizi Ospedalieri di Ferrara condotta dalla procura di Milano non ha legami diretti con l'Expo, ma la «colpa» dei massimi dirigenti della azienda ferrarese, leader del settore con la principale sede in città, zona Piccola e media industria, stabilimenti in tutta Italia e oltre 1500 dipendenti, è stata - secondo gli inquirenti - l'aver fatto affari con uno degli esponenti della «cupola» che secondo la procura gestiva appalti in Lombardia, per l'Expo e il settore della sanità pubblica. Al centro degli affari sospetti di Servizi Ospedalieri c'era Gianstefano Frigerio, al quale facevano riferimento i due manager di Servizi Ospedalieri, Paolo Leonardelli e Angelo Morini. Frigerio è nome ricorrente da oltre 20 anni nelle inchieste di Tangentopoli a Milano ed è stato arrestato nei giorni scorsi, mentre per i manager di Servizi Ospedalieri il giudice ha ritenuto non vi fossero «gravi indizi di colpevolezza»: leggendo le carte e soprattutto le articolate motivazioni del gip che ha firmato gli arresti della nuova Tangentopoli, legati all'Expo e agli appalti della sanità in Lombardia, però non c'è granchè da rallegrarsi. Vediamo il perchè. Partendo da Frigerio che intercettato spiega, su altri appalti contestati dalla procura, il principio che lo muove, negli affari ritenuti illeciti da procura e finanza di Milano. «..è colpa dei magistrati - dice Frigerio con una dirigente ospedaliera - perchè è vero che ci poteva essere corruzione, ma non puoi trasformare per un po' di corruzione... distruggere tutto, questo è il punto del problema, cioè la legalità non è un valore è una condizione e quindi se tu la tratti come l'unico valore che un paese ha, scassi tutto, cioè l'illegalità, la illegalità c'è in tutto il mondo bisogna trattarla con normalità, non farla diventare ogni volta una crociata su qualsiasi cosa, così distruggono tutte le nostre aziende all'estero, non è mica possibile». Con questo personaggio, la ServizI Ospedalieri scendeva a compromessi. Secondo gli inquirenti che accusa Leonardelli di corruzione, il manager avrebbe pagato una tangente da 100mila euro a Frigerio. Agli atti vi sono tutti i passaggi tra i due, per stabilire mazzetta, una prima tranche di 50mila euro, il giorno dello scambio e l'ora. Ma lo scambio, non è provato, c'è solo prova dell'accordo, non dello scambio avvenuto. Al momento non basta, per il giudice, che ha negato l'arresto di Leonardelli, pur richiesto dalla procura di Milano anche per l'altro manager di Servizi Ospedalieri, Morini, per il reato di turbativa d'asta contestata insieme al dirigente dell'azienda ospedaliera di Lecco, Mauro Lovisari che assegnò l'appalto da 35 milioni di euro alla Servizi Ospedalieri, dopo ovviamente la mediazione di Frigerio. Ma, pur negando la custodia in carcere dei manager ferraresi, il gip spiega che proprio alla luce di rapporti tra Frigerio e altre pubbliche amministrazioni e altre gare per piazzare appalti della Servizi Ospedalieri «è parimenti plausibile che il riferimento ai 100mila euro sia ad una attività, in ipotesi sempre illecita, inerente una gara o comunque una vicenda differente rispetto a quella inerente l'appalto in esame». Dunque non vi sono prove della corruzione consumata per l'appalto di Lecco da 35 milioni , ma restano fumus del reato e opacità, per cui l'inchiesta potrebbe allargarsi su tante altre attività della Servizi Ospedalieri, che era sponsorizzata da Frigerio (ex Dc) in tutta la Lombardia, ecco come: «Ti manderò Leonardelli e ancora quel Morini ... copriamoci perché sono le coop rosse e corrono meno incidenti...e prendeteveli perché son rossi».