Ruby, «Boccassini non poteva indagare»

Quando il pm Ilda Boccassini sentì il capo di gabinetto della questura di Milano Pietro Ostuni, interrogatorio da cui scaturì l'iscrizione di Silvio Berlusconi per concussione, «non aveva titolarità», cioè non era assegnataria del fascicolo su Ruby. Così il Pg di Milano Manlio Minale nella sua audizione del 14 aprile scorso davanti al Csm, nel quadro del procedimento nato dall'esposto dell'aggiunto Alfredo Robeldo contro il procuratore capo, Bruti Liberati. Titolare del fascicolo sino ad allora era, con il pm Pietro Forno, il sostituto Antonio Sangermano che ai primi atti di indagine lavorava al VII Dipartimento della procura e che in seguito passò alla Dda diretta da Boccassini, portandosi il fascicolo. Ma per Minale ciò non poteva comportare che Boccassini fosse diventata in questo modo «il procuratore aggiunto di coordinamento». Il Pg non ha però escluso che Boccassini abbia chiesto al procuratore un'autorizzazione.