Spal, una feliCità da impazzire

di Paolo Negri wFERRARA La Spal e Ferrara unite in un solo, immenso, abbraccio. Il 4 maggio biancazzurro finisce in tripudio. I biancazzurri battono 3-1 il Bellaria, all'ultima giornata di campionato, e suggellano la stagione della rinascita: è promozione in serie C. La prossima serie C unica. Esplode l'entusiasmo popolare, il "Paolo Mazza" è un calderone infuocato da 5.000 innamorati che lasciano deflagrare la miccia della passione, che fanno sentire alti i battiti di un cuore a righe verticali, che tributano il giusto omaggio - una riconoscenza che viene dal profondo - alla famiglia Colombarini ed al presidente Mattioli, i principali artefici della ricostruzione. Del progetto. Della vittoria. Subito, al primo colpo. Traguardo inestimabile Non era detto. Non era facile. Non era scontato. Un'estate in trincea, un avvio in ritardo. L'esonero di Rossi all'indomani dell'8ª giornata: Spal sest'ultima, 8 punti in carniere. L'approdo di mister Gadda, la grande rimonta, l'ingresso nel G8 l'1 dicembre, al 14º turno: da quel giorno i biancazzurri non sono più usciti dal novero delle elette. Per questo l'esito finale, al di là del fiatone che ha fatto rimandare la festa all'ultimo tuffo, è strameritato. L'approdo in C coincide con la riforma dei campionati, ma trattasi di promozione a tutti gli effetti: perchè vengono premiate in otto (play off a parte); perchè le altre finiscono tra i dilettanti; perchè la Spal era nella quarta categoria nazionale e sale nella terza; perchè naufraga il Rimini, perchè al primo colpo non ce la fanno Cuneo, Torres e Forlì; perchè chi (la Pergolettese) ha un giocatore da 80.000 euro (roba che alla Spal si sognano) sprofonda in D. Dunque, è più che comprensibile la gioia collettiva. Partita ok, 6º posto La Spal doveva solo vincere, ieri, per non dipendere dagli altri risultati. Lo ha fatto. Si dirà: col Bellaria era scontato. Sì, quasi, però... Anche la Roma con il Lecce doveva avere lo scudetto in tasca. I biancazzurri hanno interpretato al meglio la gara. Gadda ha modellato un 3-5-2 con Di Quinzio (al rientro dal 1') a sinistra. Avvio furente, il miracoloso De Deo subito a dire no alla punizione di Paro. Cozzolino al 14' si divora un'occasione colossale ma è proprio lui a sbloccarla al 29': cross di Di Quinzio sul secondo palo, capocciata della punta, prodezza dell'estremo romagnolo, con palla ancora a Cozzolino che da due passi butta dentro pallone e portiere. Da lì, la discesa. Non senza il De Deo show, a ricacciare in gola l'urlo del gol ancora a Paro, poi a Giani e Buscaroli. All'ultimo di recupero, la zampata del bomber: anche zoppo, Varricchio è unico. Corner di Paro, spizzata di Lebran ed il 9 - da due passi - fa 20 (capocannoniere del campionato). Ripresa a ritmi contenuti, illuminata dal destro nel "sette" di Capellupo per il tris, e dal bellissimo gol con cui Evacuo mitiga la sconfitta del Bellaria. Passerella, ovazioni per Braiati (dentro sul 3-0) e Menegatti (sostituito dopo il 3-1). Successo e 6º posto. Poi una mega-fantastica festa sotto la Curva, in campo anche i bimbi (splendido il quadro della famiglia Buscaroli, o la piccola Berretti). Miracolo, lacrime, gioia Il sorriso e le dita "a V" di Massimo Gadda sono l'istantanea del miracolo del tecnico. C'è la sua firma sul trionfo spallino. Grande professionista, uomo misurato, ha costruito la rimonta all'andata, prima dell'arrivo dei rinforzi. Dopo l'ha firmata con le vittorie strategiche su Bassano, Alessandria, Santarcangelo e Rimini. Ha lasciato scorrere lacrime Walter Mattioli, osannato e invocato dal popolo come a memoria non si ricorda per un presidente. Crediamo che dentro di sè avrà avvertito il senso del dovere compiuto (perchè lui lo sentiva come tale) ed una gioia forse mai provata. E Simone Colombarini si è lasciato andare sventolando il bandierone con... la donna nuda. La Spal fa cadere ogni freno inibitore. Da troppo tempo mancava una festa così. ©RIPRODUZIONE RISERVATA