Altri assalti a basi ucraine cresce l'allarme Usa e Ue

MOSCA All'indomani della firma della parte politica dell'accordo di associazione con la Ue e delle ulteriori sanzioni europee contro la Russia, Kiev incassa la visita e il sostegno del capo della diplomazia tedesca Frank-Walter Steinmeier e del premier canadese Stephen Harper. I timori dell'Occidente per una escalation della crisi aumentano, nonostante siano in arrivo 400 osservatori Osce. E non solo per gli ennesimi attacchi russi alle ultime basi ucraine in Crimea. O per i focolai separatisti riaccesisi ieri nell'Est russofono del Paese. Ma anche per le nuove esercitazioni militari lanciate dal Cremlino nei giorni scorsi. La Casa Bianca, secondo la Cnn, è ancora «molto preoccupata» sulla possibile invasione della Russia di parte del territorio ucraino e ritiene che Mosca non stia dicendo la verità quando afferma che le forze militari vicine ai confini sud-orientali sono lì solo per esercitazioni. Il timore è che Mosca, forse già nei prossimi giorni, possa ricorrere a numerosi «pretesti» per giustificare ulteriori incursioni militari. Preoccupazioni rilanciate in una intervista tv dall'ex premier ucraina Yulia Tymoshenko, secondo la quale la Russia ha rafforzato la sua presenza militare lungo tutto il confine ucraino con oltre 100 mila uomini. Una tensione che farà capolino al G7 convocato da Obama per lunedì prossimo all'Aja, parallelamente al summit internazionale sulla sicurezza nucleare, che offrirà l'occasione per un ennesimo incontro tra il capo della delegazione russa, il ministro degli esteri Serghiei Lavrov e il segretario di Stato Usa John Kerry. Anche Steinmeier, a Kiev, ha ammonito che il referendum sulla Crimea e l'annessione alla Russia sono «un tentativo di dividere l'Europa». Con il rischio di rilanciare la corsa agli armamenti, gli ha fatto eco il premier del Canada, Paese dove vivono circa un milione di persone di origine ucraina: la terza comunità più grande del mondo. La situazione sul terreno è ancora calda in Crimea, dove le forze russe stanno finendo di espugnare le ultime basi e unità navali ucraine, a colpi di ultimatum e blitz armati che non incontrano di fatto resistenza. Ieri prima è toccato alla base aerea di Novofedorovka, nell'ovest della penisola, invasa da circa 200 uomini senza armi: i militari ucraini si sono limitati a barricarsi all'interno lanciando fumogeni dai tetti. Poi è stato il turno della base aerea di Belbek, vicino a Sebastopoli: dopo un ultimatum, uomini armati sono penetrati sparando in aria e usando anche dei blindati. Preso anche l'unico sottomarino di Kiev, lo Zaporizhia. Secondo Mosca sono poco meno di 2 mila su 18 mila i soldati che vogliono lasciare la Crimea. In ogni caso Kiev ha assicurato che saranno accolti non da «traditori» ma da «veri eroi».