Unife, dal sisma tesoretto di 50 milioni

Hanno pagato tutti, dalle assicurazioni allo Stato passando per la Regione, ed a questo punto l'università di Ferrara ha un tesoretto di circa 50 milioni di euro con i quali sistemare tutti gli edifici storici danneggiati dal terremoto, garantendo così la rivitalizzazione del quadrante di città attorno a via Savonarola. Il conteggio è del rettore Pasquale Nappi il giorno dell'apertura delle buste del bando per i progetti di recupero dei quattro palazzi storici della via, che segna l'avvio delle operazioni post-sisma: «Dieci milioni ce li ha assicurati il ministero, 20 la Regione e 18 le assicurazioni, per cui abbiamo la certezza delle risorse. Potremo intervenire non solo sui quattro palazzi, ma anche su altri edifici che ne hanno bisogno, come palazzo Tassoni sede di Architettura». Il quadrivio interessato al bando concluso ieri è formato dai palazzi Renata di Francia, sede storica del Rettorato, Tassoni-Miraglia (Lettere), Gulinelli (sala studi Lettere) e Strozzi, per un totale di 27 milioni di euro suddivisi in due lotti di lavori. Il primo, parzialmente inagibile dopo le scosse, sarà recuperato alla sua funzione originaria (gli uffici centrali di Unife sono oggi ospitati nell'ex convento di Santa Lucia in via Ariosto), mentre Palazzo Tassoni-Miraglia è da recuperare in toto, come Palazzo Gulinelli. Quest'ultimo sarà riservato alla biblioteca del dipartimento degli studi umanistici, circa 140mila volumi pari a due chilometri e mezzo di scaffalature, oltre a nuove sale studio e sale lettura. Un discorso a parte merita Palazzo Strozzi, il cui primo e secondo piano sono stati resi inagibili dal sisma: a differenza degli altri edifici storici, che sono di proprietà Unife o in uso gratuito e perpetuo da parte del Comune, è un "precario" di lusso per l'università, che l'ha in uso trentennale da parte della Provincia. Prima di avviare il progetto di recupero Unife ha ragionato su come garantirsi il ritorno dell'investimento, proponendo alla Provincia in un primo momento di allungare la concessione. Ricevuta una risposta negativa, in Rettorato hanno deciso per l'acquisto, e su questa procedura si è registrato un incaglio: la legge di stabilità del dicembre scorso ha infatti introdotto l'obbligo per contratti di questo tipo di una stima da parte dell'Agenzia del demanio, che è stata avviata ma porterà via parecchi mesi. «Il preliminare era già pronto, ora dovremo aspettare ancora ed adeguare eventualmente l'importo» geme Nappi, che non ha ancora digerito la novità. L'università si sente in effetti attore di primo piano nel recupero di un quadrante di città messo a dura prova dal sisma e a rischio svuotamento, dopo lo spostamento dell'ospedale a Cona, e questo proposito, ha spiegato a più riprese lo stesso rettore, è stato la molla della decisione di non costruire una cittadella universitaria ex novo, alla periferia della città, che avrebbe garantito maggiori opportunità di sviluppo. L'avvio dei cantieri nei palazzi storici è oggi all'orizzonte, visto che l'apertura delle buste per la gara europea di progettazione, del valore di 2,5 milioni, era la prima tappa. L'operazione è durata per l'intera giornata di ieri poiché le offerte erano sessanta, da ogni parte d'Italia, e sarà seguita entro breve tempo dalla proclamazione del progetto vincitore e poi, entro fine anno, dal completamento della fase di progettazione con l'indicazione dettagliata degli utilizzi dei singoli spazi. L'appalto per la realizzazione delle opere, quindi, è previsto per i primi mesi del 2015. Stefano Ciervo ©RIPRODUZIONE RISERVATA