Tensione con Mosca e tumulti in Crimea Kiev vara il governo

ROMA Da una parte il popolo di Kiev che dopo la cacciata dal potere di Viktor Yanukovich, ieri ha approvato in piazza la formazione del nuovo governo destinato ad insediarsi entro stasera. Dall'altra l'ira del Cremlino, che vede minacciati i propri interessi e che dopo avere inviato i blindati a Sebastopoli, a difendere la base navale russa sul Mar Nero, ha ordinato alle forze armate una gigantesca esercitazione a sorpresa nell'area centro occidentale del Paese, non lontano dal confine con l'Ucraina. Le manovre militari disposte non hanno alcun collegamento con gli avvenimenti ucraini, ha precisato il ministro della difesa moscovita; ma un test sulla capacità di reazione rapida di 150mila soldati non può che contribuire ad innalzare la tensione internazionale; specie mentre la Crimea è attraversata da spinte secessionistiche che dividono la popolazione. Nella capitale Sinferopoli 5mila tartari pro-Kiev hanno invaso ieri il Parlamento locale, e negli scontri che ne sono seguiti con i cittadini a favore di Mosca ci sono stati venti feriti e un morto. L'ipotesi di un'operazione militare della Russia in Ucraina è «uno scenario impossibile», ha dichiarato ieri la presidente della Camera alta del Parlamento russo, Valentina Matvienko. «Non abbiamo alcun diritto e non possiamo interferire con gli affari interni di uno Stato sovrano», ha affermato Matvienko, stretta alleata del presidente Vladimir Putin, che è nata nell'ovest dell'Ucraina. «Noi siamo per l'Ucraina come Stato unitario e non dovrebbero esserci basi per sentimenti di separatismo», ha concluso. Ma le preoccupazioni restano. «Spetta agli ucraini decidere quale sarà il futuro del loro Paese. È ovvio che tutti devono rispettare la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale dell'Ucraina», ha detto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, a margine della riunione dei ministri della Difesa dei Paesi dell'Alleanza atlantica svoltasi a Bruxelles. E Da Kiev anche il segretario di Stato Usa John Kerry è intervenuto esortando Mosca a «mantenere la parola» sull'integrità territoriale dell'Ucraina, a non ingaggiare un braccio di ferro da "guerra fredda" sul destino dell'ex Repubblica sovietica e ad «ascoltare attentamente» il desiderio di cambiamento del popolo ucraino. Gli Stati Uniti, ha aggiunto il capo della diplomazia americana, non cercano una sfida con la Russia su questo tema. A Kiev, intanto, la procura ha firmato un mandato di arresto internazionale per il deposto presidente Viktor Yanukovich. Ma allo stato il ricercato per uccisioni di massa non sarebbe ancora riuscito a lasciare il Paese. «È ancora in Ucraina», ha dichiarato ieri sera il procuratore generale aggiunto, Mykola Golomcha, smentendo le notizie di stampa che lo davano ormai in Russia assieme al figlio. e da lì in partenza per l'Indonesia (dove la famiglia avrebbe un dorato rifugio). E in serata, in una piazza Indipendenza superaffollata, si è riunita un'assemblea popolare - una "veche" ispirata alle antiche tradizioni tribali slave - che si è espressa sui candidati al governo. Il capogruppo del partito "Patria", Arseni Yatsenyuk, fedelissimo di Yulia Tymoshenko, è stato presentato come «candidato premier». La stessa assemblea ha prescelto Oleksander Shlapak ministro delle Finanze, Andriy Deshchytsya agli Esteri e Andriy Paruby, ministro della Difesa. Le designazioni - valide fino alle presidenziali del 25 maggio - dovranno essere confermate oggi dal Parlamento . (n.a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA