La sfida di Yulia: tenere unito il paese

di Natalia Andreani wROMA Destitutito Viktor Yanukovich, ormai in fuga da 72 ore, il parlamento ucraino ha eletto Oleksandr Turchynov presidente fino alle nuove lezioni, già indette per il 25 maggio. E nella prima intervista alle tv Turchynov si è subito rivolto a Putin: «Siamo pronti al dialogo con la Russia a patto che tenga conto della scelta europea dell'Ucraina», ha detto. Affermazione alla quale Putin ha replicato, a stretto giro di posta, richiamando a Mosca l'ambasciatore a Kiev. Con un'inevitabile innalzamento della tensione. Numerosi ministri, intanto, sono stati "defenestrati" - dopo quello dell'interno, ieri è toccato ai titolari di esteri, salute ed educazione - ed entro martedì sarà nominato un governo di unità nazionale. Ma a guidarlo potrebbe non esserci Yulia Tymoshenko. Liberata l'altro ieri dopo due anni di carcere, l'icona della rivoluzione, ha chiesto ieri di non essere considerata per l'incarico di premier ad interim; probabilmente perché bisognosa di cure mediche e decisa a concentrare le energie nella campagna elettorale per le presidenziali che, come lei stessa ha annunciato, la vedranno candidata. I deputati della Rada hanno approvato un'altra serie di provvedimenti che vanno dalla nazionalizzazione della faraonica residenza di Yanukhovic, all'abolizione del russo come prima lingua nelle regioni orientali del paese. E la giornata di ieri- mentre in piazza Maidan spuntano nuovi accampamenti - ha anche visto il partito delle regioni scaricare Yanukovich, suo storico leader, additandolo come un traditore nonchè il responsabile delle violenze di Kiev in cui, tra agenti e insorti, sono morte almeno 82 persone. «Il paese - si legge in una nota del movimento politico - è stato ingannato e derubato, ma anche questo non è nulla in confronto al dolore di decine di famiglie ucraine che hanno perso i propri cari. L'Ucraina è stata tradita. Yanukovich e il suo staff sono i responsabili di ciò». Ma ora sul futuro dell'Ucraina pesano incognite e pericoli che preoccupano la comunità internazionale. Nel corso di una lunga e amichevole telefonata il cancelliere tedesco Angela Merkel ha esortato Yulia Tymoshenko a lavorare per l'unità nazionale, a «impegnarsi politicamente per tenere insieme il Paese». Merkel ha poi avuto un colloquio con Vladimir Putin. I due leader «hanno convenuto che l'Ucraina si deve dare rapidamente un governo capace di agire e che l'integrità territoriale deve essere preservata», ha detto un portavoce del cancelliere. La necessità di mantenere il paese unito - è di ieri la notizia che in Crimea già si stanno formando brigate secessioniste - è condivisa anche dagli Stati Uniti. «Non è nell'interesse dell'Ucraina, nè della Russia, nè dell'Europa nè degli Stati Uniti di vedere un Paese diviso» in due, tanto più se le parti sono armate, ha sottolineato il consigliere per la sicurezza nazionale della casa Bianca, Susan Rice. Gli occhi restano comunque puntati sulle prossime mosse di Putin che secondo alcuni analisti russi Putin potrebbe scommettere proprio su Yulia, la ex pasionaria della rivoluzione arancione. I due non si amano, ma sanno trattare in modo pragmatico e del resto non sarebbe la prima volta che raggiungono un accordo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA